venerdì, Settembre 25, 2020
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Le Pen e Salvini si incontrano: due sovranisti demagoghi al prezzo di uno!

A Roma i leader del sovranismo europeo si incontrano e lanciano il guanto della sfida alle istituzioni dell'Unione Europea, nemico esterno per eccellenza contro cui scaricare ogni problema, ora che di immigrati ne arrivano pochi.

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Il ministro dell’interno Matteo Salvini e la leader del Rassemblement National (nuovo nome dell’ex Front National francese) Marine Le Pen si sono incontrati ieri a Roma nella sede della confederazione sindacale Unione Generale del Lavoro (Ugl) in occasione di un convegno intitolato “Crescita economica e prospettive sociali in un’Europa delle Nazioni”. L’incontro ha saldato ulteriormente il legame tra le due figure principali della destra sovranista europea in vista delle elezioni che rinnoveranno l’europarlamento il prossimo maggio. La campagna elettorale è cominciata e i partiti sovranisti, che saranno indubbiamente al centro dell’attenzione, puntano ad aumentare la loro presenza parlamentare forti dei successi ottenuti in Italia, dove infine sono arrivati al governo con la Lega, e in altri paesi europei.

La conferenza stampa al termine dell’incontro è stata riempita di frasi ripetitive, demagogiche, tipicamente populiste, tanto superficiali e piene di slogan quanto prive di contenuti e profondità programmatica. Ma c’è qualche punto che merita di essere sottolineato. I due leader sono convinti di vivere un momento storico, caratterizzato da un risveglio dei popoli contro le elite che si sono arricchite a loro spese grazie alla globalizzazione. Ma dire storico è riduttivo, per Salvini questi anni hanno un significato molto più importante. “Le elezioni di maggio saranno la fine del percorso di una rivoluzione del buonsenso che sta inevitabilmente attraversando tutta l’Europa e non solo”. Proprio così, questo momento non è storico, bensì rivoluzionario! Dal canto suo Le Pen dichiara guerra al “mondialismo” e taccia l’Unione Europea di “autoritarismo” e individua nella “negazione dei popoli” uno degli elementi fondanti dell’Ue. Inutile fargli presente che l’indirizzo politico dell’Ue è definito dal Consiglio Europeo, ovvero la riunione formale dei capi di governo dei 28 paesi membri, i quali sono l’espressione delle maggioranze parlamentari democraticamente elette dai popoli. Quindi il Consiglio Europeo, come anche il Consiglio dell’Ue, ha una legittimità popolare, ma ovviamente questi tecnicismi elementari non vengono portati alla luce da Le Pen, non che lei non ne sia a conoscenza, ma semplicemente perché al suo elettorato questi aspetti concreti non interessano e vengono ignorati in nome dell’individuazione del nemico su cui fa ricadere tutte le colpe, ovvero l’Ue autoritaria e nemica dei popoli, in questo caso. Ma i veri nemici dei sovranisti sono i membri della Commissione Europea “che stanno asserragliati nel bunker di Bruxelles. Quegli Juncker e quei Moscovici che hanno portato precarietà e paura in Europa e si rifiutano di mollare la poltrona” per dirla con le parole del nostro ministro dell’interno.

Segnaliamo anche Le Pen che fa la seguente affermazione: “siamo contro l’Unione Europea ma non siamo affatto contro l’Europa”. L’ostilità, anzi la fobia, dei sovranisti nei confronti dell’Ue è lapalissiana, ma essi intelligentemente coprono le loro dichiarazioni con una coperta abbastanza spessa di ambiguità. Essere contro l’Unione Europea significa volerla distruggere? Oppure significa riformarla? Difficile rispondere a queste domande dal momento che i sovranisti hanno quell’instancabile gusto per lo slogan che non gli permette di scendere minimamente nel concreto delle questioni neanche a pagarli.

Da notare anche il passaggio in cui Salvini dice che Lega e Rassemblement National “stanno raccogliendo un’eredità sociale, culturale ed economica di una certa sinistra che ha tradito le sue radici e i suoi valori”. Stare dalla parte dei più deboli, i poveri, gli emarginati, coloro che hanno subìto gli effetti del “mondialismo”, è questo ciò che i sovranisti francesi e italiani si propongono di fare. Per il momento Salvini ha incassato l’appoggio di Confidustria e di questo siamo certi. Se otterrà anche il sostegno delle persone in difficoltà economica lo sapremo solo in futuro.

Per il resto è sempre la solita storia. L’incontro di Roma tra i leader dei due maggiori partiti sovranisti d’Europa ha palesato, in modo che più chiaro di così non si poteva, le caratteristiche di questa nuova corrente politica reazionaria internazionale. Discorsi caratterizzati da un linguaggio semplice condito con slogan d’impatto che vanno a colpire le emozioni (e non il cervello) delle persone, che raramente entrano nel merito delle questioni anzi le semplificano e sminuiscono sempre. Ma, inutile girarci attorno, l’elemento cruciale ed indispensabile della retorica dei sovranisti è la necessità continua di ricercare un nemico esterno su cui far ricadere le colpe dei problemi del paese. Gli immigrati, l’Ue, i mercati finanziari, le multinazionali, i giornalisti, le opposizioni e tanti altri ancora. Senza nemici esterni da additare il sovranismo non potrebbe esistere. I sovranisti vedono solo bianco o nero, senza vie di mezzo, e per questo sono estremisti. Aizzano l’odio e il risentimento delle masse spingendole a vedere in chi è diverso, non solo per nazionalità ma anche per opinioni politiche, non una persona con cui confrontarsi civilmente ma qualcuno da cui prendere le distanze, da rifiutare a prescindere, senza stare ad ascoltare le sue opinioni, perché uno che non è seguace del Capitano è una persona di cui diffidare.

La Lega cerca nemici esterni su cui scaricare le cause dei problemi anche per il bisogno di dover nascondere le proprie contraddizioni. Come nel caso dei 49 milioni di euro rubati alle casse dello Stato o come il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari che è stato condannato in secondo grado per peculato, ovvero appropriazione indebita di denaro pubblico. E quindi mentre gli adulatori sono ipnotizzati dalle favole di Salvini, quest’ultimo gli mette le mani in tasca e gli ruba i soldi. Contenti loro.

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