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Opposizione cercasi

| 28 Settembre 2018 | POLITICA

In seguito alle elezioni politiche del 4 marzo si sono susseguite svariate analisi riguardanti lo storico calo di consensi che ha coinvolto il centrosinistra e di quella parte politica che si è ritrovata a dover fare opposizione al nuovo governo. Sempre più urgentemente ci si chiede come gli sconfitti alle urne intendano ricostruire una propria narrazione, quesiti che ancora oggi non trovano risposta alcuna, di fatto abbandonando il paese in balia della nuova guida pentastellata. In particolar modo il Partito Democratico sembra in balia dei propri giochi di potere ed assolutamente incapace di offrire una alternativa concreta sul piano politico.

Perche? E’ possibile un’ alternativa alla narrazione attuale?

Le cause dell’inefficacia dell’opposizione sono da ricondursi principalmente a 2 errori, tanto basilari quanto pericolosi.

Il primo è una semplice questione di marketing. Da quando si è instaurato il nuovo governo il PD ed in particolare Matteo Renzi non hanno fatto altro che attaccarlo su ogni singola misura e provvedimento in maniera frontale ed acritica, anche laddove questi trovavano il consenso della popolazione. Sono incapaci di proporre un programma, un piano alternativo, tutto si riconduce alla critica del nemico senza secondi fini. Il risultato di questa strategia è evidente: in un era in cui la comunicazione passa esclusivamente sui social che si basano sulla condivisione e viralità dei contenuti più che sul loro aspetto qualitativo il PD non sta facendo altro che pubblicizzare i propri avversari gratuitamente e quotidianamente. E come ben sappiamo non esiste la cattiva pubblicità.

Il secondo errore consiste nell’emulare la dialettica e le posizioni dei propri avversari. E’ di pochi giorni fa la performance dell’attuale governatore PD della Campania, Vincenzo De Luca, il quale assecondando l’onda emotiva creata dai suoi avversari ha pensato bene di fermare personalmente un migrante africano intento a chiedere l’elemosina di fronte ad un supermercato e di consegnarlo alle forze dell’ordine. Questo è solo l’ultimo episodio di un trend che ha avuto inizio con l’operato del ministro Minniti che , fiutando il vento del consenso, ha messo in atto un piano di detenzione dei migranti in Libia con lo scopo di abbattere il numero di sbarchi sulle coste italiane in vista delle elezioni. Il problema è che il consenso che cercò di soddisfare non era quello dei suoi elettori ma quello creato e cavalcato da anni specialmente dalla Lega. Tant’è che ad oggi, con il Ministro dell’Interno che si vanta del quasi azzeramento degli arrivi di migranti il Partito Democratico risponde rivendicando per se stesso quegli stessi risultati che sono il cavallo di battaglia dei propri oppositori.

Ecco perchè è necessario cambiare rotta immediatamente per salvare e riconquistare quella parte di opinione pubblica persa negli ultimi 3 anni. In primo luogo rincorrere gli avversari sul loro stesso terreno è inutile in quanto si riuscirà ad ottenere solo una brutta copia destinata a fallire. Oltre a risultare del tutto inefficace, un’opposizione di questo tipo genera una conseguenza ben più grave: legittimare gli avversari. Se infatti anche le forze d’opposizione perseguono ed ambiscono gli stessi scopi dei populisti il messaggio che passa è semplice: hanno ragione loro. Ed è questo il grande rischio a cui stiamo andando incontro: in un paese in cui le spinte a destra costituiscono l’unica narrazione disponibile la mancanza di un alternativa concreta rappresenta la sostanziale resa di fronte all’egemonia culturale messa in atto dai propri rivali.

TAG: #GovernoDelCambiamento, direzione PD, Governo Conte, PD, politica
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