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L’ombra della destra all’inaugurazione della nuova legislatura svedese

| 27 Settembre 2018 | ESTERI, POLITICA

Incombe il fantasma dell’estrema destra, ora che a Stoccolma si aprono le consultazioni per la formazione del nuovo governo che resterà in carica fino al 2022.

In questo solenne giorno di inaugurazione, la Casa Reale fa visita al parlamento (il Riksdag), il precedente capo di governo (Statsminister) fa il suo discorso di benvenuto e si inaugura la nuova sessione parlamentare con i 349 nuovi onorevoli neo-eletti, che rappresenteranno il paese per i prossimi 4 anni.

Inizia l’iter per la formazione del nuovo governo. Il precedente Statsminister resta in prorogatio per le sole questioni amministrative ancora irrisolte, con esplicito divieto di avventurarsi in nuove faccende politiche fino a quando non sarà votato il nuovo capo di governo. Attualmente, tale ruolo è ricoperto dal Socialdemocratico Löfven che ha guidato la Svezia dal 2014.

Egli adesso può scegliere se restare in carica o meno. Se decidesse di restare in carica dovrà avere meno di 175 voti contrari.

Ma dato il risultato elettorale, sarebbe molto poco proficuo cercare di restare al potere.


(Il socialdemocratico Stefan Löfven-28%, uscente Statsminister, col liberalmoderato Fredrik Reinfeldt-19%, Statsminister dal 2006 al 2014)

Come sarà la formazione del governo scandinavo che governerà il quadriennio 2018-2022?

Secondo l’ordinamento svedese, entro due settimane devono essere votate il budget di Stato e il nuovo Talman. Il primo è indispensabile in quanto caratterizza il raggio di azione che il parlamento vuole conferire al futuro governo entro i quali esso è vincolato a mantenersi.
Il Talman è invece una fondamentale quanto ambigua figura dell’ordinamento svedese, descritto come secondo solo al Re, eppure non superiore al Capo di Governo. Egli fa le veci del Re fungendo da arbitro sia per i dibattiti parlamentari sia e soprattutto per la formazione del nuovo governo. E’ lui che propone quali candidati premier far votare dinnanzi al parlamento.

Oggi si prospettano 3 possibili scenari, che dipenderanno ovviamente dall’uscente capo di governo socialdemocratico Löfven.

Se decidesse di tentare la sorte e restare in carica potrebbe fallire, e il suo partito, nonché la sua figura, perderebbero credibilità e consensi (valori di rispettabilità a cui l’elettorato svedese tiene molto).

Altra ipotesi, la più probabile, sarebbe che egli decida di restare in prorogatio escludendo l’ipotesi di guidare nuovamente il paese, in tal caso il Talman avvierebbe le consultazioni che porterebbero alle prime votazioni parlamentari per eleggere il nuovo premier.


(Jan Björklund 5,5%, leader dei liberali)

Ci potranno essere solo quattro consultazioni con relative votazioni.

La terza ipotesi sciagurata si verificherebbe se entro quattro consultazioni/votazioni, nonché anche entro 90 giorni, non si riuscisse a trovare un nuovo premier che possa reggere lo “Stöd”, cioè la fiducia. In tal caso si andrà ad elezioni anticipate, le temute Extraval.

Quale sarà quindi il governo venturo? Tenendo conto che nessuno, né singolo partito né coalizione, riesca a formare il 50%, si è formato uno scenario abbastanza insolito: due grandi coalizioni non sufficientemente grandi con un terzo polo costituito dall’estrema destra che funge da ago della bilancia con ben il 18%. La Svezia resterà comunque una democrazia socialdemocratica in quanto anche l’estrema destra è a difesa del sistema “Welfareistico” tipico delle socialdemocrazia. Ciò che cambierà sarà, a prescindere da quale grande coalizione si affermerà, l’approccio nei confronti della sicurezza e dei flussi migratori, che in Svezia a differenza dell’Italia, costituiscono uno dei principali problemi.


(Jimmie Åkesson 18%, leader dell’estrema destra svedese)

Altro scenario sarebbe un governo di minoranza, di centro destra o di centro sinistra, che escluderebbe l’estrema destra.

Tale governo funzionerebbe secondo il conclamato metodo della “fiducia su richiesta”: il governo sceglie di volta in volta a quale forza parlamentare extra-governativa chiedere la fiducia, emendamento per emendamento, escludendo chirurgicamente quelle che voterebbero contro. Questa esclusione dell’estrema destra degli Sverige Demokraterna dalla formazione di governo però, li favorirebbe de facto alle prossime elezioni nel 2022.

Saranno le consultazioni, “Talmansrunda”, a dare i primi indicatori di quale sarà la Svezia dei prossimi quattro anni.

Leggi i risultati elettorali svedesi nel precedente articolo

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