fbpx
adv-644
<< POLITICA

Elezioni Svezia: cresce la destra anti-immigrazione

| 10 Settembre 2018 | POLITICA

Nella giornata di ieri si sono tenute le elezioni legislative in Svezia. I cittadini del paese scandinavo sono stati chiamati alle urne per definire la nuova composizione del Parlamento (Riksdag). Come già avvenuto in altri paesi europei negli ultimissimi anni, pure il panorama politico svedese vede l’ascesa della destra anti-immigrazione ed euroscettica.

I risultati nel dettaglio sono i seguenti. Con il 90 % dei collegi scrutinati la coalizione di centro-sinistra guidata dallo storico partito Socialdemocratico del primo ministro uscente Stefan Löfven ha ottenuto il 40,6%  dei voti, tallonata dalla coalizione di centro-destra moderata che ha raccolto il 40,3% dei consensi.

Ma l’osservato speciale di queste elezioni è il partito dei Democratici Svedesi, una formazione appartenente a quella destra anti-immigrazione ed euroscettica che già in altri paesi europei ha raccolto numerosi consensi. I Democratici Svedesi, guidati da Jimmie Åkesson, hanno corso da soli e hanno ottenuto il 17,6% dei voti, piazzandosi al terzo posto. Il loro risultato è tuttavia inferiore alle aspettative create dai sondaggi i quali li davano al 20 %. Ciononostante, giudicando unicamente in base al confronto tra i risultati delle elezioni di ieri e le precedenti avvenute nel 2014, i Democratici Svedesi sembrano essere i veri vincitori in quanto hanno aumentato i loro consensi. Nel 2014 il partito guidato da Åkesson ottenne il 12,9% dei voti. In quattro anni vi è stato un aumento di quasi cinque punti percentuali. Al contrario il consenso dei partiti tradizionali è calato. I socialdemocratici, pur confermandosi prima forza politica del paese, hanno ottenuto il 28,4%, il peggior risultato di sempre (alle elezioni del 2014 presero il 31%). Stesso discorso per il Partito Moderato, stella polare della coalizione di centro-destra, che ieri ha raccolto il 19,8%. Più di tre punti percentuali in meno rispetto al 23,3% del 2014.

adv-419

Occorre precisare che i risultati non sono ancora definitivi perciò potrebbero esserci variazioni di alcuni punti decimali.

L’immigrazione è stato uno dei temi centrali della campagna elettorale. L’ascesa dei Democratici Svedesi è in parte dovuta proprio alla loro retorica ostile al fenomeno migratorio che negli ultimi tre anni ha interessato profondamente la Svezia. Infatti, nel 2015 il governo socialdemocratico decise di accogliere 160.000 richiedenti asilo. In termini assoluti questo flusso può sembrare poca cosa rispetto al famoso milione di rifugiati accolto dalla cancelliera tedesca Merkel in quello stesso anno, ma tale dato va considerato in termini relativi, ovvero rapportando la popolazione totale del paese al numero di rifugiati che si è deciso di accogliere. In effetti, osservando la situazione in questi termini, emerge che la Svezia è il paese dell’Unione Europea con il maggior numero di rifugiati per abitante. I socialdemocratici riconoscono di aver subìto in termini elettorali a causa della loro politica migratoria. “Abbiamo pagato il prezzo di essere stati al governo. Abbiamo sofferto la crisi dei rifugiati del 2015. Ecco perché i Democratici Svedesi sono diventati così grandi come sembrano essere” ha dichiarato Anders Ygeman, esponente del partito Socialdemocratico, dopo la pubblicazione dei primi exit poll.

Ma la contrarietà all’immigrazione non è l’unico elemento che caratterizzata i Democratici Svedesi. Essi sono anche fortemente euroscettici. Infatti, durante la campagna elettorale si è parlato di una possibile “Swexit“, ovvero l’uscita della Svezia dall’Unione Europea.

Ci sono stati anche momenti di tensione durante la giornata elettorale. Il quotidiano Svenska Dagbladet riporta che alcuni esponenti del partito di estrema destra Movimento della Resistenza Nordica avrebbero aggredito elettori e giornalisti in alcuni seggi a Bone, Ludvika e Kungalv.

In definitiva, le elezioni svedesi del 2018 decretano un’ascesa della destra sovranista ed anti-immigrazione e un calo dei partiti tradizionali. Tuttavia, a differenza di quanto avvenuto in altri paesi, non c’è stato nessun crollo elettorale da parte del partito Socialdemocratico o di quello Moderato. I partiti tradizionali perdono terreno ma resistono. Allo stesso modo i Democratici Svedesi hanno aumentato i loro consensi ma non c’è stato un boom come avvenuto, per esempio, nel caso della Lega nostrana.

Ad ogni modo, l’attuale panorama politico svedese si presenta frammentato e di difficile decifrazione. La formazione del nuovo esecutivo sarà difficile come mai prima d’ora.

TAG: Democratici Svedesi, elezioni politiche, euroscetticismo, exit poll, immigrazione, partito socialdemocratico, rifugiati, Sovranismo, Svezia, Unione Europea
adv-524
Articoli Correlati