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I tentacoli di Odebrecht

| 25 Agosto 2018 | CRONACA

Odebrecht è una multinazionale con sede negli Stati Uniti e in Brasile. Il gruppo Odebrecht è presente nel settore dell’edilizia e delle infrastrutture urbane – come lo è nella chimica e nell’ingegneria aerospaziale, giusto per farci una ragione – e fino al 2015 ha mantenuto il monopolio sugli appalti di molti paesi dell’America Latina e in alcune realtà dell’Africa.

La fine dell’impero Odebrecht è arrivata nel 2014 quando una lunga inchiesta partita dal riciclaggio di denaro sporco che circondava l’impresa statale brasiliana Petrobras, ha condotto direttamente alla scoperta di una rete di finanziamenti illeciti e tangenti che coinvolgevano la classe politica brasiliana (compreso il Partito de Lavoratori di Lula). Le tangenti però non finivano in Brasile, ma erano coinvolti i governi dell’Argentina, Colombia, Guatemala, Messico, Panama, Perù, Repubblica Dominicana oltre all’Angola e il Mozambico.

I tentacoli di Odebrecht arrivavano molto lontano, motivo per cui bisognava nascondere il carattere illecito di tali attività sotto una copertura, così si è deciso di dar vita al “Settore delle Attività Strutturate” attraverso il quale la multinazionale avrebbe gestito tranquillamente le tangenti per accontentare le richieste – sempre più esigenti – dei politici latinoamericani. Tant’è che l’ammontare delle tangenti raggiunge i 788 milioni di dollari.

Gli Stati coinvolti sono dodici, ma il capolista della classifica è il Brasile dove le tangenti ammontano a 349 milioni di dollari inseguito dal Venezuela (98 milioni di dollari) e dalla Repubblica Dominicana dove si raggiunge la cifra di 92 milioni di dollari.

Praticamente in Brasile il processo Odebrecht ha destabilizzato il governo di Dilma Rousseff, di cui è  coinvolto anche il suo predecessore Lula Da Silva (ancora sotto processo). La segretezza del giudizio non ha evitato il filtrarsi dei nomi di altri esponenti politici di un paese dove quasi tutta la classe dirigente è coinvolta.

La giustizia procede anche negli altri paesi. Ad esempio, nella Repubblica Dominicana, a Panama, in Peru e in Argentina ci sono già stati degli arresti. L’unica eccezione resta il Venezuela, dove il regime di Maduro si è rifiutato di fornire ogni tipo di collaborazione con le indagini: purtroppo nel paese caraibico risultano coinvolti vari membri del governo e diversi esponenti dell’opposizione, i quali hanno unito i propri sforzi per insabbiare il caso.

Anche se si tratta di una specie di tangentopoli che coinvolge 12 Stati, di Odebrecht ne sentirete parlar poco. Per qualche strana ragione, man mano che il processo va avanti e vengono imputati sempre più personaggi di spicco, il caso inizia a raffreddarsi e la giustizia sembra sempre più lontana.

Dopo tutto, almeno un verdetto latente possiamo averlo: La carenza e l’inadeguatezza di infrastrutture è un fattore che condanna l’America Latina al degrado, al malessere sociale e al sottosviluppo. Sebbene, i politici sono stati abili a dare ragioni socioculturali, antropologiche e addirittura metafisiche a questo problema, i veri colpevoli di questo male sono soltanto loro. La classe politica latinoamericana si è arricchita e continua ad arricchirsi sulla pelle di interi paesi dove l’uomo forte, i partiti e gli interessi particolari calpestano le istituzioni. Il caso Odebrecht ne è la prova.

TAG: #Guatemala, America Latina, angola, Argentina, brasile, caso odebrecht, Messico, mozambico, odebrecht, panama, tangenti, Venezuela
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