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I GIALLOVERDI E L’ECONOMIA

| 21 Agosto 2018 | ECONOMIA, POLITICA

I membri del governo gialloverde fanno un pasticcio ogni volta che parlano di economia. Le teorie del complotto fanno parte del pane quotidiano per alcuni ministri che sottovalutano e, in alcuni casi, negano le implicazioni delle nostre decisioni in uno scenario globale di economie interconnesse dal quale non si potrà fare a meno ne durante, ne dopo il “governo del cambiamento”.

Tra reddito di cittadinanza e flat tax, abolizione della Fornero e qualche altra fantasia, l’asse Lega – Cinquestelle lancia annunci a caso che rendono l’economia italiana una delle più instabili dell’eurozona. Aldilà delle teorie del complotto che vengono sparate dal Viminale accusando i poteri forti, Soros – e magari un giorno i Savi di Sion – della messa in scena di un piano orchestrato per rovinare l’Italia con l’aumento dello “spread”, la realtà è che nessuno vuole investire in un paese instabile dove la mediocrità di una nuova classe politica senza un minimo di formazione si aggiunge all’immobilismo che ha tenuto a freno il nostro paese durante gli ultimi decenni.

Intanto, le dichiarazioni fatte da Salvini non contribuiscono a ridurre l’incertezza che colpisce il nostro paese. L’attuale ministro degli Interni ha affermato che i poteri forti “Cercheranno in ogni maniera di stroncare l’esperimento italiano” puntando a destabilizzare i gialloverdi con “il debito pubblico, lo spread, il declassamento delle agenzie di rating, i richiami e le penalità”.

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Risulta evidente che per Matteo Salvini l’economia sia soltanto uno strumento attraverso il quale l’Europa e i mercati cercano di attaccarci e condizionare le nostre scelte. Almeno per quanto riguarda il pensiero leghista, questo governo è ben lontano da prendersi sul serio i problemi economici di un’Italia che vede lo spread salire alle stelle grazie al fatto che l’unico impegno di questa coalizione è quello di aumentare a caso il debito pubblico per favorire un paio di promesse irresponsabili e assistenzialistiche fatte a caldo durante la campagna elettorale.

Nel frattempo, mentre Salvini parla di spread pensando che esso sia un giocatolo usato dai mercati contro la nostra economia e che il debito pubblico sia una barzelletta da raccontare agli elettori, e mentre Di Maio annuisce senza capire una mazza, il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi aumenterà, non perché gli altri siano cattivi e ci invidiano, ma per il rischio di titoli provenienti da una realtà economica già inaffidabile e al momento manovrata da un governo che ritiene che l’economia – come lo è per loro qualsiasi scienza – sia un’opinione.

TAG: Di Maio, Euro, flat tax, gialloverdi, Reddito di cittadinanza, Salvini, Spread
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