Yemen: la bomba che ha ucciso 40 bambini è di produzione americana

L'ordigno utilizzato per il bombardamento dello scorso 9 agosto nel nord del paese che ha fatto strage di bambini sarebbe stato prodotto negli Stati Uniti.

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A rivelarlo è la Cnn. La bomba che lo scorso 9 agosto ha ucciso ben 40 bambini nella città di Dahyan, nel nord dello Yemen, sarebbe stata prodotta negli Stati Uniti e poi venduta all’Arabia Saudita. Del bombardamento che ha fatto strage di bambini ve ne avevamo già parlato in un precedente articolo dicendovi che il bilancio era di 29 bambini morti. Ma si trattava di un bilancio ancora provvisorio. Il bombardamento che ha colpito il mercato di Dahyan lo scorso 9 agosto ha causato la morte di 51 persone, tra cui 40 bambini, e il ferimento di altre 79, di cui 56 bambini, secondo quanto riportato dal ministero della salute yemenita.

Esperti di munizioni hanno rivelato alla Cnn che l’ordigno che ha causato la strage era del modello Mk 82 prodotto dal colosso dell’industria bellica Lockheed Martin, il maggior fornitore delle forze armate americane. La bomba Mk 82 è a guida laser e ha un peso di ben 227 kg. Gli esperti di munizioni sono giunti a questa conclusione analizzando i frammenti rinvenuti sul luogo del bombardamento. La notizia è stata confermata anche da giornalisti locali. La bomba è stata venduta all’Arabia Saudita dagli Stati Uniti i quali forniscono al loro alleato equipaggiamenti e mezzi militari per miliardi di dollari. Nel maggio 2017, il governo americano e quello saudita hanno stipulato un colossale accordo che prevede l’acquisto di materiale militare americano da parte dei sauditi per ben 110 miliardi di dollari. Ma gli Stati Uniti non solo gli unici a fare affari vendendo armi all’Arabia Saudita.

Gli Stati Uniti, che partecipano alla guerra civile yemenita come membri della coalizione che combatte le milizie Huthi, cessarono le vendite di bombe di precisione come la Mk 82 dopo che l’aviazione saudita utilizzò un ordigno simile per colpire una cerimonia funebre a Sana’a, la capitale dello Yemen. Quel bombardamento, avvenuto l’8 ottobre 2016, uccise 155 civili e ne ferì altri 525. Durissime critiche si sollevarono nei confronti dell’Arabia Saudita, anche da parte degli Stati Uniti. Alla fine i sauditi furono costretti ad ammettere la loro responsabilità per quel terribile attacco.

Già nel marzo di quell’anno, l’aviazione saudita, utilizzando una bomba a guida laser modello Mk 84 simile a quella utilizzata nel bombardamento del 9 agosto, compì una strage di civili, uccidendo 97 persone in un mercato di una città del nord dello Yemen.

L’amministrazione Obama, dopo il terribile bombardamento del funerale nell’ottobre 2016, vietò la vendita di bombe di precisione all’Arabia Saudita per timori riguardanti il rispetto dei diritti umani. I bombardamenti indiscriminati contro i civili sono stati definiti “crimini di guerra” da numerose organizzazioni non governative. Tale divieto venne poi annullato dall’amministrazione Trump nel marzo 2017 che riprese le vendite.

Gli Stati Uniti sono sotto accusa, venendo criticati da più parti per la loro presunta responsabilità nelle stragi di civili compiute dall’aviazione saudita, per via del loro supporto, sia materiale che logistico, allo sforzo militare della coalizione. Tuttavia, Washington finora si è sempre difesa affermando che il personale americano non è coinvolto nel decidere i bersagli dei bombardamenti.