Trump e Macron: che l’Europa colga l’occasione

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L’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo sul nucleare Iraniano è l’ennesima occasione che rischiamo di farci scappare. Con la graduale scomparsa del Regno Unito dallo scenario mondiale, le sorti dell’Europa risiedono in due potenze nucleari che in Europa hanno sempre avuto un enorme impatto. Stati Uniti e Francia ora hanno le sorti dell’Europa nelle proprie mani. Se Trump persegue una sorta di maldestra e aggressiva versione della Dottrina (isolazionista) Monroe, Macron invece è stato eletto perseguendo la linea dell’unificazione europea. E’ tempo di iniziare a capire che gli interessi Atlantici e gli interessi europei confluiscono sui punti più importanti e che i due non sono mescolabili.

Macron deve scegliere da che parte stare e se portare a termine il proprio mandato da europeista o abbandonare il tutto seguendo Trump e facendo definitivamente tramontare il sogno di un’Europa col cordone ombelicale reciso da mamma USA. Una possibilità che all’America non conviene fortemente. Incredibilmente però gli Americani ci starebbero dando una enorme mano e lo starebbero facendo ripetute volte. Trump ragiona come ogni impresario: ha a cuore se stesso, i propri azionisti/elettorato e il braccio destro, Israele. Sbagliamo nel non cogliere questa sua caratteristica come la grande chance che è.

Dalla fine della seconda guerra mondiale sotto i fondali dell’oceano atlantico scorrono tre grandi cordoni ombelicali, uno per Israele, uno per il Regno Unito e uno per il continente Europeo. Non dimentichiamo che dietro una formale Alleanza atlantica gli USA sono sempre stati dei competitor dell’Europa, il declino dell’Europa a favore del Nuovo Continente si ebbe solo con le due guerre mondiali: grandi trampolini di lancio per gli USA come nuova potenza mondiale. Potenza sulle ceneri dell’Europa, Europa che divisa dovette soccombere a questo nuovo destino. Soccombere al destino di dover ricevere i fondi di ricostruzione dall’ex colonia d’oltre oceano che ovviamente non diede niente per niente: il piano Marshall grazie a cui l’Europa fu ricostruita fu un esemplare mezzo per rendere l’Europa totalmente dipendente dagli americani, economicamente, culturalmente e militarmente.

Un’ Europa senza coscienza di sé è facile preda dei nemici e ancor più degli alleati.
L’Europa ha interessi strategici diametralmente opposti a quelli statunitensi che non si pongono molti problemi ad attuare i propri programmi di agenda internazionale in barba a quelle che potrebbero essere le conseguenze sul continente. Spese militari alle stelle per compiacere progetti geopolitici che ci sono alieni, aumento del terrorismo, aumento dei flussi migratori e caos integrativi che stanno mettendo a dura prova la coesione valoriale europea, anche essa oltretutto frutto di un allargamento ad Est a mero vantaggio della Nato e degli USA in funzione anti-Russa e a totale svantaggio della Unione Europea che si ritrova ora in casa dei membri che oltre ai fondi comunitari non vedono altri buoni motivi per sentirsi europei. Come se ciò non bastasse l’Europa subisce la mancanza di un organo di difesa comunitario che renderebbe autonoma la nostra politica estera, ergo il nostro volere, la nostra sovranità.

L’unificazione Europea rappresenta quindi un grande pericolo per gli alleati d’oltre oceano, un’enorme perdita a livello strategico, dato che l’America pone le proprie radici e i propri standard di vita sul rapporto egemone che ha sui propri “alleati” senza i quali gran parte dei propri standard di vita non sarebbe possibile.

In questo scenario Trump è una manna dal cielo, in quanto rappresenta l’uomo sbagliato al momento giusto. Troppo americano, troppo arrogante, troppo dal grilletto facile, niente a che vedere con la diplomazia Obamiana. Trump obbliga anche i ciechi a vedere ed esaspera tutti quei motivi per cui noi europei dovremmo essere anti-americani e ci ricorda che dovremmo iniziare di nuovo a camminare sulle nostre gambe. Trump è tuttavia capo dello Stato che fino a prova contraria, nonostante il declino, detiene le sorti del mondo più di chiunque altro. Riuscire a svincolarsi non è comunque facile. Ma in questo, il buon Trump, ci aiuta: dazi doganali, disinteresse per gli alleati, reputazione e credibilità sotto i piedi (vedere l’uscita dagli accordi di Parigi, e dall’accordo con l’Iran): un momento perfetto per togliere quella odiosa dipendenza atlantica.

Gentiloni non sbaglia un colpo nel definire l’Italia fedele agli USA, perché appunto l’Italia in quanto Stato vassallo si mostra sempre fedele. Una alleanza prevederebbe rispetto e mutuo accordo (motivi per cui l’Italia voltò le spalle agli austroungarici nel 1915), e non supina fedeltà alle scelte altrui. L’Italia ripudia la guerra o no? Merkel esercita la propria forza quasi ed esclusivamente in Europa; da un punto di vista strettamente internazionale si pone come intermediatrice di grande spessore, ma non ha la forza concreta per esercitare forti pressioni su attori esterni alla comunità europea.

Macron si trova invece nella posizione più difficile. Grande della forza nazionale che la Francia esercita nonostante i vincoli europei, rappresenta oggi l’unica potenza atomica in UE dopo l’uscita del Regno Unito. Rappresenta una delle prime economie e uno dei primi eserciti al mondo. Macron deve ora scegliere se unire i propri intenti a quelli di Frau Merkel per continuare su quel percorso di unificazione Europea, oppure se cedere ai dictat americani o ai capricci della May.

Macron, già una volta hai assecondato il volere del Patto Atlantico con le rappresaglie in Siria. Macron: se sei ancora europeista, questo è il momento!

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