Portogallo: l’eccezione che conferma la regola

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Il centro-sinistra europeo è in grave crisi. Le ultime tornate elettorali in Spagna, Francia e Germania hanno fatto registrare sconfitte storiche per i partiti socialdemocratici. Questo trend è stato confermato dalla Caporetto del Partito Democratico alle elezioni del 4 marzo. La crisi del centro-sinistra si inserisce in un più ampio contesto caratterizzato dal progressivo declino dei partiti tradizionali. Nel caso del centro-sinistra questa crisi è esacerbata da una globalizzazione che affermandosi nel nome del liberalismo ha scardinato i meccanismi del mercato del lavoro, mentre i vincoli europei di bilancio impongono di tirare la cinghia al welfare. Quasi tutti i partiti del centro-sinistra hanno preso atto di questo stato delle cose e, chi più chi meno, hanno modificato le loro proposte rendendole sempre più liberali e sempre meno di sinistra.

Esiste però un paese, là nell’angolino del continente europeo, che è stato risparmiato da questa strage. Un paese in cui la sinistra non solo governa ma è anche in buona salute e da quando è alla guida del paese ha addirittura incrementato i suoi consensi.

Il Portogallo è governato da due anni e mezzo da un esecutivo di sinistra. Le ultime elezioni politiche, tenutesi nell’ottobre 2015, hanno prodotto la formazione di una coalizione di governo tra socialisti, Blocco di Sinistra e la Coalizione Democratico Unitaria (Cdu) composta dal Partito Comunista Portoghese e dal Partito Ecologista (verdi). Il governo è composto interamente da ministri socialisti mentre Blocco di Sinistra e Cdu forniscono l’appoggio parlamentare. Il primo ministro è Antonio Costa, in passato sindaco di Lisbona e attualmente anche segretario del Partito Socialista.

Un governo monocolore socialista appoggiato in Parlamento da verdi e comunisti. Incredibile ma vero. Il Portogallo è senz’altro l’eccezione che conferma la regola della crisi del centro-sinistra europeo. Ciò che sorprende ancora di più è che da quando sono al governo i socialisti hanno anche aumentato il loro consenso. Alle elezioni amministrative dello scorso ottobre  hanno ottenuto il 38 % dei voti, quasi 6 punti percentuali in più rispetto a due anni prima, incassando così il loro miglior risultato di sempre.

L’aumento dei consenso nei confronti del governo è favorito da una congiuntura economica particolarmente buona. Il Portogallo è uscito definitivamente da una grave crisi economico-finanziaria che nel 2011 rese necessario l’intervento della cosiddetta Troika la quale, per scongiurare il default del paese, fornì un prestito di 78 miliardi di euro. In contropartita il governo portoghese dovette approvare una serie di riforme che tagliarono la spesa pubblica (specialmente stipendi dei dipendenti pubblici e pensioni) ma alimentarono il malcontento popolare.

Oggi l’economia portoghese, crescendo a ritmi record, ha salutato una volta per tutte la Troika. Il deficit ha raggiunto il minimo dai tempi della rivoluzione del 1974 (ma il debito pubblico rimane alto), nel 2017 il pil è cresciuto del 2,6 % tornando ai livelli degli anni novanta e il numero di disoccupati si è dimezzato nel giro di quattro anni passando dagli 826 700 del 2013 ai 412 300 del 2017. Esportazioni e turismo trascinano la ripresa grazie a un boom senza precedenti, le multinazionali investono nel paese e il governo ha cancellato alcuni provvedimenti che furono introdotti al tempo dell’austerity. Il primo ministro Costa ha reintrodotto la tredicesima per i dipendenti pubblici, cancellato la sovratassa sui redditi personali, alzato il salario minimo garantito e abbassato l’Iva al 13 % su molti prodotti alimentari, tra le altre cose.

Il ministro dell’economia Manuel Caldeira Cabral, nell’indicare i motivi della crescita economica, ha bollato l’aumento del turismo come “storia già conosciuta” mentre ha posto l’accento sull’impennata delle esportazioni. “Meno noto è che stiamo crescendo a tassi superiori al 20% nell’export di prodotti agricoli e sopra il 15 % in quello delle automobili, aeronautica, meccanica e software”. Il Portogallo, grazie al basso costo del lavoro (in particolare i bassi salari), è meta di investimenti per numerose aziende del settore. Tra queste vi è Daimler, azienda del gruppo Mercedes, che lo scorso anno ha aperto una stabilimento di 100 dipendenti a Lisbona per sviluppare prodotti digitali, oppure Google che quest’anno dovrebbe aprire un centro tecnologico che darà lavoro a più di 500 ingegneri nella città di Oeiras. Altre aziende del settore, come Huawei o Microsoft hanno già filiali nel paese.

Il piccolo Portogallo è l’unico paese europeo in cui la sinistra al governo gode di buona salute e sta aumentando i suoi consensi grazie anche a un trend economico favorevole. Il Portogallo può essere un buon esempio da analizzare e da cui prendere spunto, sia dal punto di vista politico che da quello economico