La mossa dello scaricabarile

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Gli italiani hanno perso fiducia nella politica. L’affluenza alle elezioni del 4 marzo è stata, infatti, la più bassa di sempre. Fermandosi alla soglia del 73% è inferiore di due punti rispetto a quella delle elezioni del 2013 e ben lontana dalle percentuali superiori al 90% che si registrarono nei primi tre decenni di storia repubblicana.

Dal sentimento di sfiducia si originano diverse prese di posizione. C’è chi ignora totalmente la politica convinto che debba essere relegata ai circoli degli anziani, c’è chi di tanto in tanto ne parla al bar con gli amici ma per non più di cinque minuti, c’è chi riconosce le facce dei politici alla televisione e i simboli dei partiti ma per il resto non s’interessa.

In generale, agli italiani la politica non piace. Non è tra i loro interessi, non ne discutono, non s’informano. Molti sondaggi hanno dimostrato che un’altissima percentuale dell’elettorato non conosceva i candidati del proprio collegio elettorale o addirittura ha scelto chi votare il giorno stesso delle elezioni.

D’altro canto questa disaffezione è comprensibile: corruzione e malaffare sono diffusi presso la classe dirigente italiana. Scandali e condanne giudiziarie hanno coinvolto numerose figure di spicco. Insomma, la politica negli ultimi 25 anni non si è certo sprecata per alienarsi l’interesse e la partecipazione dei cittadini.

In virtù del marcio, molti italiani nutrono nei confronti della politica un sentimento di autentico odio e disprezzo. Chi odia la politica, e innanzitutto i politici, vede in essi una casta di privilegiati e mantenuti che sperperano i soldi della collettività per fare i loro sporchi interessi. Quest’odio si manifesta ed è visibile sopratutto sui social dove numerosi auspicano l’eliminazione fisica dei politici (intesi come parlamentari), la distruzione dei luoghi delle istituzioni, la ribellione popolare e chi più ne ha più ne metta. Secondo gli “haters” la casta è l’artefice di tutti i problemi e le disgrazie che attanagliano l’Italia, da qui si rende necessaria la sua eliminazione fisica o almeno un suo “cambio di mentalità” nel meno violento dei casi. Solo con l’epurazione della casta l’Italia potrà risorgere.

Questo addossamento alla politica di tutti i problemi del paese è descrivibile come mossa dello scaricabarile, che consiste, molto semplicemente, nel riversare il peso di una responsabilità su qualcun altro. Questa tecnica ha un duplice effetto galvanizzante per chi la esercita: da un lato rende liberi da responsabilità e doveri dando una sensazione di impunità ed innocenza; dall’altro lato rende vittime impotenti. La mossa dello scaricabarile fa sentire bene chi ne fa utilizzo perché elimina ogni possibile responsabilità e permette di individuare facilmente il colpevole. Si tratta del trucco più semplice e antico per fuggire dai propri doveri e addossare la colpa a qualcun altro.

Scaricare la responsabilità dei problemi del paese sulla classe politica è comodo, facile e piacevole. E si potrebbe persino affermare che le cose stiano davvero così perché effettivamente la nostra classe politica ha dato, in più occasioni, prova di essere corrotta, inefficiente ed auto-referenziale. Ma la realtà non è esattamente questa.

Chi fa uso dello scaricabarile non ha consapevolezza della diffusione nazional-popolare dei problemi che caratterizzano la nostra classe dirigente e che la rendono odiabile,come per esempio la corruzione, l’evasione fiscale, il clientelismo, la collusione con ambienti oscuri, ed inevitabilmente ignora che questi problemi non caratterizzano solo la politica ma, purtroppo, sono insiti nella cultura italiana e hanno da sempre limitato la crescita economica e culturale del paese.

Di certo la politica non ha dato il buon esempio ma chi vede in essa un qualcosa di totalmente estraneo alla cultura e ai costumi del resto della società è totalmente fuori strada. Disinteresse, disaffezione, odio e disprezzo non sono la soluzione al problema. Se vogliamo che l’offerta politica migliori dobbiamo aumentare e rendere qualitativamente migliore la domanda e per fare ciò è necessario informarsi, ragionare e sviluppare un pensiero critico. Individuare un capro espiatorio nella politica è facile ma oltre ad essere fuorviante è solo un modo per arrampicarsi sugli specchi così da non guardare in faccia la realtà.