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Chi ha permesso all’ergastolano Sutera di poter delinquere di nuovo?

| 29 Marzo 2018 | CRONACA

Fuori il nome del giudice che ha concesso tre anni fa la libertà condizionata a Giovanni Sutera, mafioso condannato a all’ergastolo per aver ucciso un gioielliere Toscano nel 1985, e Graziella Campagna vittima di mafia.

Si parla tanto di certezza della pena, di inasprimento delle pene, il solito slogan da campagna elettorale e poi, quando vengono alla luce fatti come questi, tutti pronti ad indignarsi e a chiedersi come sia stato possibile.

L’ergastolo è regolato dall’articolo 22 del codice penale, è la pena detentiva a carattere perpetuo inflitta a chi ha commesso un delitto. Il fine pena mai, il resto della vita si deve trascorrere in carcere. Purtoppo non è sempre così perché esistono due tipi di ergastoli: quello semplice e quello ostativo. Con l’ergastolo semplice si ha comunque la possibilità di accedere ai benifici di legge, se il detenuto ha mostrato una condotta eccellente, può usufruire dei permessi premio oppure misure alternative come la libertà condizionale. L’ergastolo ostativo, invece, nega qualsiasi possibilità di usufruire dei benefici e, solitamente, viene applicato a chi è condannato per associazione mafiosa.

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Chi ha concesso nel 2015 all’ergastolano Sutera la libertà condizionale? Una giustizia dalle maglie larghe che permette ciò assesta una nuova pugnalata alle famiglie delle vittime, le quali nemmeno sono state avvisate del ritorno in libertà dell’assassino dei loro congiunti. Cosi, Piero Campagna, carabiniere in servizio al nucleo radiomobile di Messina, apprende dai quotidiani che Giovanni Sutera, assassino della sorella Graziella Campagna uccisa nel 1985, è stato nuovamente arrestato a Firenze per traffico di marijuana dalla Spagna all’Italia, con l’accusa di associazione a delinquere produzione, traffico e detenzione di stupefacenti.

Giovanni Sutera ed il fratello Renato gestivano a Firenze un bar “il Curtatone”, intestato a dei prestanome, ma la loro vera attività era il traffico di marijuana. Tra l’altro il povero ergastolano Sutera viveva in un alloggio per indigenti di proprietà dell’ Opera Pia.

Un ergastolano mafioso che è stato condannato dopo 24 anni di processi nel 2009 alla pena dell’ergastolo per l’uccisione della giovane Graziella Campagna, aiuto lavandaia la cui colpa era quella di aver rinvenuto nella tasca di una giacca una agenda riportante la vera identità dell’Ing. Cannata. Può essere rimesso in libertà condizionale? Che razza di giustizia vige in questo paese? In questo modo lo Stato commina l’ergastolo alle vittime nel momento in cui non applica la pena prevista per i reati commessi.

Chi ha deciso tre anni fa che Sutera non fosse più pericoloso? Quale metodo di giudizio ha utilizzato il giudice nel concedere la libertà condizionata ad un mafioso assassino? Fuori il provvedimento ed il nome del geniale giudice di turno! Ora, qualche politico di sicuro si sentirà indignato, gridera’ al caso di malagiustizia, continuerà a chiedere la certezza della pena che in Italia è diventata una farsa.

Intanto Sutera ha potuto delinquere di nuovo e forse chi l’ha scarcerato ha fatto pure carriera.

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