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Il governo che non c’è

| 5 Marzo 2018 | EDITORIALE

I giochi si sono chiusi, anzi meglio dire che le urne sono chiuse. Sono chiuse senza colpi di scena, del resto questa legge elettorale è stata progettata per contrastare l’unico partito che si presentava, a questa campagna elettorale, in totale autonomia. Dunque chi dava per spacciati quelli del M5S se ne deve fare una ragione, una ragione che si impone con il 32% dei consensi smascherando l’inganno di questa scialba legge elettorale. Considerato che nella coalizione di centrodestra il primo partito è diventato la Lega, FI si troverà davanti ad una triste realtà: ripiegare su Salvini premier oppure optare su visuali di larghe intese politiche.

Nonostante averlo deriso più volte, questo risultato elettorale ha rovinato i piani della maggioranza europea che faceva il tifo per Berlusconi, visto che M5S e Lega non sono visti di buon occhio al Parlamento Europeo. Inevitabilmente da questa tornata elettorale chi ci ha rimesso le penne è il PD, colpito proprio dalla sua creatura: il vaffa day! Poi le divisioni interne hanno contribuito a far perdere percentuali di consensi elettorale. Ma nonostante tutti questi numeri, una maggioranza di governo non è stata raggiunta; come era prevedibile tra l’altro. Il preliminare più suggestivo sarebbe una larga intesa che porterebbe ad una governabilità indecente. Si perché per evitare il triste epilogo dettato dal Presidente della Repubblica Mattarella, l’ipotesi più accreditata sarebbe una cordata M5S-Lega; roba da far rabbrividire…

Sostanzialmente un vero problema di concetto c’è, senza consultare il M5S non può esserci nessun governo. Ma attenzione al PD che potrebbe inserirsi in una trattativa rischiosa ma conveniente per entrambi gli schieramenti. La drastica perdita di ben 22 punti percentuale di consensi, potrebbe indurre Renzi ad una manovra storica quanto rischiosa sull’asse della governabilità. C’è il rovescio della medaglia sulla sponda del centrosinistra ma anche del centrodestra, sono i partiti di ‘contorno’ che si sono aggiudicati, anche se in minima parte, delle fette di consensi che posso risultare molto incisivi. Staremo a vedere… Il dato certo è che all’indomani delle elezioni, l’Italia si è svegliata senza un governo. E di questo dato se n’è accorto tutto il mondo.

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