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‘Ndrangheta: arrestato in Germania il boss Emanuele Cosentino

| 4 Marzo 2018 | CRONACA

Emanuele Cosentino, reggente del Clan Gallico operante nell’area tirrenica calabrese, è latitante ricercato dal 2013, inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi ed è stato arrestato in Germania nel Land Saar al confine con la Francia. Cosentino, 32 anni, è stato condannato a 7 anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione. Nonostante la sua giovane età, è considerato un boss di rango considerato un soggetto pericoloso con la giusta voglia criminale di emergere dei giovani boss. È al comando della ‘ndrina da quando il cognato Domenico Nasso è stato arrestato.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno lavorato senza sosta per dieci mesi, non tralasciando alcun indizio ed effettuando pedinamenti sia nei confronti di parenti che di alcuni uomini del clan ritenuti vicini a Cosentino. È ormai cosa nota che, molti ‘ndranghetisti, scelgono mete estere precise come Germania, Spagna o paesi del Sud America. Ma non recidono mai i rapporti con i familiari rimasti in Italia; non a caso l’ultimo figlio di Cosentino è stato concepito durante la sua latitanza. E proprio seguendo la moglie del boss, Laura Nasso, i carabinieri sono arrivati in Germania dove, entrambi, sono stati arrestati a Saarbrücken. La polizia tedesca e le forze dell’ordine italiane hanno cooperato sotto il l’egida del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP).

Non è certo il primo latitante della ‘ndrangheta che trova rifugio in Germania. Il mese scorso è stato arrestato a Monaco di Baviera Vincenzo Militano, sempre appartenente al clan Gallico. I Gallico, come molti altri clan calabresi, hanno esteso da tempo i loro affari oltre i confini nazionali e la Germania si conferma una meta prediletta. Da oltre 40 anni sono ben radicati in Germania: difatti, sono attive 60 locali in territorio tedesco, ovvero 60 clan che si spartiscono il territorio e che mantengono rapporti costanti con i clan d’origine in Calabria. Come hanno dimostrato i fatti di cronaca degli ultimi mesi, la ‘ndrangheta è sempre più mondiale.

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