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L’ammucchiata selvaggia

| 3 Marzo 2018 | POLITICA

Siamo in silenzio elettorale. Tra ventiquattro ore si andrà a votare in quelle che si preannunciano elezioni particolarmente significative per il nostro paese. Oggi sono vietati comizi elettorali e propaganda politica di qualsiasi tipo, comprese le apparizioni televisive dei leader politici. In Italia è calato il silenzio…in attesa che arrivi la tempesta.

In realtà un divieto riguardante le elezioni politiche è già stato imposto. Si tratta del divieto di pubblicare i sondaggi sulle intenzioni di voto, entrato in vigore due settimane fa, precisamente venerdì 16 febbraio.

Uno degli ultimi sondaggi (legali) è stato condotto da Emg Acqua per Tg La7. Secondo questi dati, la coalizione di centro-destra sarebbe in testa con il 37,5 % delle preferenze: Forza Italia 16 %, Lega 14,2 %, Fratelli d’Italia 4,2 %, Noi con l’Italia 2,7% (la cosiddetta “quarta gamba” della coalizione composta principalmente dai seguaci di Fitto). Il centro-destra staccherebbe di dieci punti percentuali la coalizione di centro-sinistra e il MoVimento 5 Stelle, entrambi previsti al 27,1 %.

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Sebbene in passato i sondaggi abbiano riservato delle sorprese, non è solo la ricerca di Emg Acqua a dare alla coalizione di centro-destra il maggior numero di voti: tutti i sondaggi mettono al primo posto l’alleanza tra Berlusconi, Salvini e Meloni con distacchi consistenti dagli altri partiti. Questo vantaggio tuttavia, non permetterebbe al centro-destra di raggiungere la maggioranza assoluta ma solo quella relativa.

In realtà la parola “coalizione” ha un significato piuttosto evanescente e per la verità non esiste alcuna coalizione ufficiale. I tre partiti maggiori della destra infatti corrono indipendentemente e non sono riuniti sotto un unico simbolo. Questo rilevante dettaglio ha fin da subito creato non poche incomprensioni all’interno dell’alleanza, specialmente tra i due leader più importanti, per esempio riguardo chi sarà il candidato premier. Mentre Salvini annunciava con arroganza che sarà lui il presidente del consiglio, Berlusconi controbatteva dicendo che il candidato premier lo sceglierà il partito che prenderà più voti. Risolto questo problema, altre incomprensioni sono emerse riguardo la legge Fornero e la flat tax, il cavallo di battaglia del centro-destra. Questa era proposta sia da Forza Italia che dalla Lega ma con aliquote profondamente diverse.

Le incongruenze emerse durante la campagna elettorale in realtà sono solo la facciata di un’inconsistenza concettuale molto più profonda che caratterizza questa cosiddetta “coalizione”. Innanzitutto Forza Italia è un partito di centro-destra moderato, mentre Lega e ancor di più Fratelli d’Italia appartengono alla destra propriamente detta e sono tutto meno che moderati. Il partito di Salvini in particolar modo ha mostrato durante questa campagna elettorale una chiara e preoccupante deriva verso la destra nazionalista e in più occasioni le sue parole ha fomentato l’odio verso gli immigrati e l’islam. Il tutto racchiuso nella favola di quella che lui chiama “invasione”. Il fatto che una formazione dichiaratamente fascista come Casa Pound abbia dato il suo appoggio a un eventuale governo con Salvini come presidente del consiglio dovrebbe far scattare in tutti noi un sonoro campanello d’allarme. L’incongruenza tra Forza Italia e Lega emerge ancor più chiaramente sul tema Unione Europea. Il partito di Berlusconi è totalmente europeista e fa parte del Ppe, mentre quello di Salvini è l’esatto contrario e va a braccetto con il Front National di Marine Le Pen.

L’incoerenza del centro-destra sulla questione europa è ancora più ovvia nel caso di Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni pochi giorni fa si è recata a Budapest, capitale dell’Ungheria, per far visita al primo ministro Orban. L’Ungheria, assieme a Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, forma il Gruppo Visegrad. Questi quattro paesi hanno recentemente mostrato una forte ostilità verso le politiche decise dalle istituzioni europee, specialmente quelle riguardanti il ricollocamento degli immigrati. L’Ungheria ha assunto un orientamento anti-europeista a partire proprio dall’insediamento del governo Orban. Meloni durante la sua visita ha pronunciato parole molto favorevoli riguardo il Gruppo Visegrad arrivando ad affermare che l’Italia in futuro dovrebbe instaurare più relazioni con esso.

Bisogna considerare che la deriva a destra della Lega e l’incontro di Meloni con Orban sono avvenuti durante la campagna. Si potrebbe trattare quindi di “trovate elettorali” il cui scopo è quello di allargare i confini del proprio bacino di elettori. Rimane comunque il preoccupante fatto che questi confini si sono pericolosamente allargati verso la destra estrema. A prescindere da queste considerazioni, le differenze tra Forza Italia e Lega con Fratelli d’Italia sono lampanti. Quella del centro-destra è una coalizione totalmente artificiale favorita da una schifezza chiamata legge elettorale, la cui tenuta dopo il voto è tutta da vedere.

TAG: centro-destra, coalizione, Europa, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Gruppo Visegrad, Lega, Meloni, Salvini
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