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Contr’Appunti – Il voto (veramente) utile

| 19 Gennaio 2018 | POLITICA

Un fatto ovvio, che però non viene mai abbastanza sottolineato, è che le percentuali di voto attribuite ai singoli partiti alle elezioni non sono calcolare sull’intero elettorale, ma soltanto sul numero di coloro che si sono recati ai seggi. Questa ovvietà lapalissiana sta forse alla base del tentativo – neppure troppo coperto – di molti rappresentanti dell’establishment (con l’esclusione, che ci piace segnalare, del Presidente Mattarella), di invitare gli italiani a disertare le urne.

Ad aprire le danze sono stati, come al solito, gli ascari europei. Direttamente invitando all’astensione per protesta rispetto a politici definiti “cialtroni”, come ha fatto Mario Monti, oppure in modo più raffinato, sottolineando il “rischio politico” insito nelle consultazioni elettorali in generale e in quelle italiane in particolare.

A ruota, come sempre, sono venuti gli opinionisti dei giornali, tutti intenti a mettere tra parentesi il risultato elettorale a favore della riconferma di Gentiloni, le cui gesta sono rappresentate alla stregua di quelle di un eroe omerico. Non sorprende che a distinguersi, nel belare confuso del gregge, sia soprattutto Turani.

Turani, ovviamente, non parla mai da sé. È specializzato nella nobile arte del contrappunto, nel caso di specie alla musica di Padoan, il quale – smessi per un attimo i panni dell’economista a favore di quelli del politologo – ha individuato (tra l’altro, azzeccandoci) nella sospensione della normalità democratica la nuova cifra dei sistemi politici dei Paesi dell’UE, costretti fra le rivendicazioni di ampi strati della popolazione e le folli regole iperliberiste che informano Trattati e legislazione sovranazionale.

Anche in Italia ci stiamo preparando a una situazione di stallo (con relativa attivazione del pilota automatico), in cui l’alta astensione potrebbe da un lato ridare fiato ai tradizionali partiti europeisti, oggi in grave difficoltà (primo fra tutti, il PD), dall’alto evitare il formarsi di forti maggioranze “populiste”.

In questo contesto, dunque, il voto veramente utile è quello espresso. 

TAG: Astensione, elezioni, Monti, Moscovici, Turani, voto
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