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La parte buona di Corleone, non solo Cosa Nostra

| 2 Settembre 2017 | ATTUALITÀ

Corleone è un paese di circa 11000 abitanti, dista da Palermo circa 50 km. E’ tristemente famosa in Italia, come nel resto del mondo, per aver dato i natali a uomini che rappresentano il male assoluto della criminalità organizzata e per aver dato origine alla famiglia dei Corleonesi detta anche i viddani.

Gente come Michele Navarra, medico e boss nonché responsabile di molti omicidi tra i quali: il sindacalista Placido Rizzotto e il pastorello tredicenne Giuseppe Letizia, ucciso con una iniezione letale, innocente testimone oculare dell’omicidio di Rizzotto. Luciano Leggio detto Liggio, criminale spietato che uccideva per poco, anche per una parola sbagliata. Salvatore Riina, u curtu, l’uomo più spietato del clan. Bernardo Provenzano detto binnu u tratturi che non si fermava davanti a nulla, alleato di Riina nella scalata dei Corleonesi. Leoluca Bagarella, cognato di Riina. Vito Ciancimino, politico e criminale, l’unico che si è vantato di aver dato uno schiaffo a Provenzano quando, da ragazzo gli dava ripetizioni di matematica, e di non essere stato ucciso da Binnu.

Corleone, per anni, ha rappresentato “il paese mafioso per eccellenza”, non solo per la presenza ingombrante della famiglia di Cosa Nostra ma, anche per il contorno di omertà e complicità e paura che ha contraddistinto la quasi totalità della popolazione: nessuno vedeva, nessuno sapeva, nessuno parlava. Scrollarsi questa nomea non è certo cosa facile in virtù del fatto che la criminalità organizzata è ancora radicata e attiva: gli arresti non si sono fermati ai boss del passato ed esiste ancora chi nega l’esistenza di Cosa Nostra. Il retaggio di una certa cultura omertosa è difficile da sradicare, ma esiste un’altra Corleone che sta facendo di tutto per alzare la testa, lottare e far presente che non tutti i Corleonesi sono mafiosi ed omertosi ma che esiste una società civile onestà che vuole puntare sulla cultura della legalità.

Proprio a Corleone ha sede il Centro Internazionale Documentazione sulle mafie e Movimento Antimafia gestito da volontari, molti dei quali, giovani ragazzi che non erano nemmeno nati quando Falcone e Borsellino furono uccisi dai loro “illustri” concittadini. Il centro è stato inaugurato il 12 dicembre 2000 ed ha sede nell’ex orfanotrofio di San Ludovico. Dispone di  quattro sale una delle quali dedicata al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. La stanza più importante ed emozionante è, probabilmente, la stanza ‘dei faldoni’ che ospita tutto il materiale del maxi processo. Il materiale non è consultabile poiché non è catalogato, tranne il faldone delle dichiarazioni di Tommaso Buscetta.

Cultura, progresso e legalità, sono gli obiettivi che si propone il centro. Bello pensare che, un paese famoso per il suo squadrone di criminali che hanno seminato morte ovunque,  possa riscattarsi grazie alla voglia dei giovani di non piegarsi alla cultura dell’omertà’ perseguendo e divulgando la cultura della conoscenza. La mafia teme più il sapere che la giustizia, cresce e si sviluppa nell’ignoranza. Bravi ragazzi!  Continuate così nel nome di Falcone,Borsellino, Dalla Chiesa e di tutte le vittime della mafia.

 

 

 

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