GRAFFI-TI Speriamo si faccia vivo presto

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“Speriamo si faccia vivo presto”, è il grido di dolore del povero Governatore della Toscana Enrico Rossi al sodale Pisapia. Il primo cofondatore di Articolo Uno (rametto dell’albero della sinistra) cerca l’ex sindaco di Milano, coordinatore di un altro rametto chiamato Campo Progressista, per sapere cosa fare in Sicilia.

La Regione, prossima al voto, sta diventando la lapide del Pd dopo che ha scelto Alfano come alleato e abbandonato le tanto vantate primarie per la scelta del candidato. Lo scenario offre: Crocetta l’indipendente, Fava il più sinistro, Micari il piddino “angelicato” e sotto a chi tocca. Insomma, il grande progetto di un partito alternativo al club di Renzi si schianta sulle sponde del continente, in attesa che l’avvocato milanese dica qualcosa di sinistra.

Nel centrodestra, almeno, nessuno chiede dichiarazioni identitarie, attendono che Berlusconi si stacchi da Miccichè per benedire un candidato unico. Se questo non avverrà, la vittoria del Movimento Cinque Stelle potrebbe già essere data per favorita (l’esperienza del voto per il sindaco di Roma dovrebbe insegnare qualcosa…).

Alla fine dei giochi, quello che si nota è il solito fastidio per l’appuntamento con le urne soprattutto quando rischia di confondere piani rivolti a ben più alti risultati. Cosa sarà mai una Regione rispetto a tutta la nazione, le politiche 2018 incombono (ah, non c’è ancora una legge elettorale), abbiamo un’agenda da rispettare, una finta unione di Stati europei da accontentate e poltrone da assegnare. E poi, diciamola tutta, certe alleanze in salsa locale non devono turbare l’elettore al quale si promette ben altro per la futura guida del Paese. Perché il popolo è scemo o, almeno, si fa di tutto per considerarlo tale.