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Proporzionale o maggioritario?

| 30 Luglio 2017 | IL FORMAT, POLITICA

Attorno a questo dilemma ruotano le strategie di tutti i partiti, che, sotto traccia, si stanno muovendo per riprendere le trattative sulla legge elettorale ed orientarla in direzione del raggiungimento dei propri obiettivi. I problemi di governabilità del Paese rimangono sullo sfondo perché, come sempre, prevalgono gli interessi di bottega, per cui sono sempre i sondaggi a suggerire le scelte ed orientare le mosse dei protagonisti.

Allo stato degli atti, una legge con premio alla coalizione favorirebbe le ambizioni di governo del centrodestra, diviso sulla leadership, ma capace, almeno sulla carta, di aggregare tutto l’arcipelago di piccole formazioni emerso dalla diaspora della casa delle libertà nel corso dell’ultima legislatura.

In realtà Berlusconi, leader storico di questo schieramento, apparso sinora ondivago e contraddittorio, ma sostanzialmente orientato verso un proporzionale alla tedesca, sta risentendo dell’area favorevole alla sua rivalutazione che si respira nel Paese, a seguito dell’invasione di migranti, di un’informazione non più ostile e del regolamento dei conti in atto nel campo della sinistra, e sembra allettato dall’ipotesi di una riedizione della vecchia
alleanza, che appare in testa in tutte le previsioni di voto.

Chi non ha più interesse al sistema maggioritario è Renzi, il quale vuole sfuggire alle trappole disseminate dai suoi avversari esterni ed interni, che intendono riassorbirlo nelle vecchie logiche unioniste ed uliviste, per costringerlo a rinunziare alle sue ambizioni di
ritorno a palazzo Chigi, ed intende correre in solitaria con il PD. 
Altrettanto può dirsi di Grillo, che, insistendo sulla diversità del suo movimento, funzionalmente contrario a qualsiasi commistione con le altre forze, non è certo interessato ad eventuali premi alle coalizioni.

Si assiste, pertanto, ad uno scambio dei ruoli tra proporzionalisti e fautori del maggioritario: quando il PD di Renzi dice che la legge vuole farla con l’accordo di FI e M5S, sa che questo è impossibile, mentre il Berlusconi che ripropone il sistema tedesco, ma apre al premio di coalizione, strizza l’occhio alla sinistra antirenziana, nostalgica del ritorno al classico confronto tra i contenitori di centrodestra e centrosinistra.
Si avverte la sensazione che non verrà approvata alcuna riforma.

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