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Illusionisti e complici

| 2 Luglio 2017 | POLITICA

Una lunghissima intervista di Verderami a Silvio Berlusconi offre lo spunto per la quotidiana riflessione sulle vicende politiche ed i protagonisti di questa bizzarra stagione. Il cavaliere, che è un evergreen sempre presente sulla scena, a differenza dei tanti seniores che si riaffacciano solo adesso, attirati dall’odore del sangue di un nemico ferito, spazia su tutti i temi di attualità con distaccato fair play.

Si capisce bene che la vittoria alle amministrative lo ha gasato moltissimo, restituendo verve al suo eloquio normalmente ripetitivo, e che si sente di nuovo al centro di tutto, determinato a far pesare i voti di FI nello schieramento di centrodestra e su tutti gli altri tavoli, ma colpisce l’insistenza nella reiterazione dei soliti slogan.

Ritorna il tema della rivoluzione liberale, recitato ossessivamente in tutti i precedenti interventi, unitamente a due proposte di politica economica: la flat tax ed il reddito di dignità.

La prima ipotizza l’introduzione di un’imposta piatta uguale per tutti, al livello più basso possibile, con totale esenzione per la fascia di reddito sino a 12.000 euro, in sostituzione delle attuali aliquote progressive; la seconda il varo di una misura di contrasto alla povertà, per assicurare un reddito minimo dignitoso a chi ne è sprovvisto.

Non sono novità assolute, in quanto ne hanno già rispettivamente parlato Salvini e Grillo, ma è quantomeno stupefacente che un politico, già presidente del consiglio per un decennio, e perciò consapevole delle esigenze di bilancio, si astenga dall’indicare da dove si potrebbero attingere risorse, pari a centinaia di miliardi, per far fronte a tali provvidenze.

Ancor più incredibile che il giornalista conduttore dell’intervista non abbia ritenuto doveroso incalzare sul punto il personaggio e rivolgergli qualche incisiva domanda a proposito. Parlare di illusionismo e complicità, a fronte del comportamento dei due soggetti citati sembra del tutto appropriato.

E non si comprende perché “il bomba” sia un nomignolo riservato al solo Renzi, quando in Italia pullulano gli esperti di esplosioni nucleari.

TAG: berlusconi, complici, intervista
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