Palermo: Ucciso il boss Giuseppe Dainotti

Freddato con diversi colpi di pistola mentre andava in bicicletta al lavoro.

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Palermo questa mattina si è svegliata a colpi di pistola, un’altro boss di Cosa Nostra, Giuseppe Dainotti è stato freddato con diversi colpi di pistola mentre si recava al lavoro in bicicletta. Dainotti appartenente alla famiglia mafiosa di Porta Nuova, fu condannato all’ergastolo nel 1983 e scarcerato, dopo 24 anni di detenzione, nel 2016. Scarcerazione seguita da una sentenza della corte di Cassazione in applicazione della legge Carotti, che consentiva ai colpevoli di reati per cui era previsto l’ergastolo di vedere commutata la pena in 30 anni di carcere se chiedevano il rito abbreviato.

Ma se la legge può perdonare la mafia invece no. Si perché dietro l’uccisione del boss Dainotti ci sarebbe il sospetto di una vecchia questione d’onore. Visto il vuoto che regna su Palermo, le cosche pensano bene di intraprendere una guerra per appropriarsi del territorio: il capo mandamento. E proprio dopo l’arresto del boss dei boss, Alessandro D’Ambrosio, nella lista dei delitti c’è anche il nome di Giuseppe Dainotti. Considerato da Giovanni Di Giacomo “uomo di malafede”, dunque per questo doveva pagare con la vita.

Una triste vicenda che mette ancora una volta in evidenza la consapevolezza che la mafia è sempre attiva, mai dormiente, di conseguenza la guardia non va mai abbassata. Una triste vicenda, l’ennesima, che restituisce alla città di Palermo e ai palermitani quello stereotipo etichettato che non appartiene ad un territorio ricco di storia e cultura ma che la rende vulnerabile dinnanzi alla crudeltà di certi nemici di Palermo e della Sicilia. Palermo vive!