La seconda guerra mondiale era ormai alla fine, la resa dei tedeschi su gran parte dei territori occupati era imminente. A Napoli, il Vesuvio faceva la sua ultima eruzione, erano arrivati da pochissimo gli americani, i militari che in un primo momento dovevano documentare le fasi conclusive della guerra, si ritrovarono a filmare l’eruzione del vulcano.

Diciotto marzo 1944, dopo un forte terremoto ci fu l’eruzione, grandi quantità di magma iniziarono a uscire dal cratere, il primo paese a essere colpito fu Cercola, a seguire, molti dei paesi vesuviani a est e sud est del vulcano furono aggrediti da lapilli e successivamente da colate laviche più o meno importanti, tra i paesi colpiti ci furono Scafati, Angri, Poggiomarino, San Sebastiano, dove ci furono anche alcuni morti, la massa magmatica lentamente si spinse fino a Nocera Inferiore! Questo paese è distante non meno di 28 chilometri dal cono del cratere (in linea d’aria).

(Fonte foto: lombardiabeniculturali.it)

Questo, è quello che scrisse di quel giorno, un ufficiale statunitense:Comprendemmo quanto stesse accadendo sotto i nostri occhi o meglio, sopra le nostre teste, solo quando un enorme boato seguito da una colonna di fumo denso si alzò in cielo per circa 2000, forse 3000 metri, fu come l’esplosione di una potente bomba, forse, qualcosa di ancora più spaventosamente spettacolare, in pochi minuti, la cenere iniziò a coprire tutto.

Ogni anno il piano di evacuazione viene aggiornato, la zona gialla viene allargata, la zona rossa anche, quello che non viene ancora rivista, è la reale possibilità di fuga da strade normalmente difficoltose e una configurazione urbanistica che risale agli anni ’60/’70. Il Vesuvio è un vulcano attivo, ma anche uno dei più monitorati al mondo, perché alle sue pendici ci abitano circa 670.000 abitanti.

(Fonte foto: datamanager.it)

Alcuni studi recenti hanno stabilito che la caldera principale, quella che alimenta anche il super vulcano dei Campi flegrei, (molto più pericoloso del Vesuvio), si troverebbe a una profondità di circa 13/15 chilometri sotto il livello del mare e sia oltre 1/3° dell’intero golfo!. Il Vesuvio, ogni anno da Aprile alla fine di settembre è notevolmente più “inquieto“, a dirlo sono i numerosi sismografi piazzati su punti strategici del cono, ma è un fatto acclarato che non spaventa né addetti ai lavori né la gente del posto che puntualmente, vive i timidissimi e spesso impercettibili tremori della montagna in tutta serenità; i segnali di un’imminente eruzione attualmente sono pari allo zero, ma quello del Vesuvio non è un sonno perenne, ha già fatto pause molto lunghe, questa, è solo una di quelle, nessuno può sapere con certezza quando riprenderà la sua attività, perché una cosa è certa, non c’è un se ma solo un quando.