È il momento di dirlo: nel Venezuela non c’è alcun governo legittimo,né tanto meno una classe dirigente con la quale possa aprirsi un dibattito sulla crisi e le sue soluzioni. C’è invece un’insieme di personaggi, sottogruppi e gruppi di interesse legati sotto un unico interesse: Massimizzare i profitti sulla pelle di un intero popolo…

Letto questo direte: “ma succede anche in Italia!”. C’è però una differenza sostanziale: Mentre in Italia ci sono dei problemi affrontabili e magari mentre ne parliamo, ci mangiamo qualcosa e, se ci fa male la testa prendiamo il farmaco di cui abbiamo bisogno e infine, mentre ci si lamenta godendoci i diritti che ora diamo per scontati, il popolo venezuelano deve fare i conti con la carestia più grande della sua storia. Non c’è del cibo e non ci sono dei farmaci. La fame, la malattia e la violenza endemica prodotta dalla delinquenza come risultato del malessere sociale, configurano uno scenario in cui sopravvivere è la più difficile delle imprese.

La fame, la paura e la disperazione sono diventati i primi alleati di Maduro. Nonostante l’esponenziale perdita di approvazione causata dalla crisi, essa diventa uno strumento utile nell’assicurarsi la permanenza al potere. L’indebolimento e l’umiliazione costante innescano le dinamiche di un campo di concentramento in cui gli individui si pongono al massimo l’obiettivo di sopravvivere, oppure quello di scappare. Sotto la minaccia costante, circondati da un intorno senza regole, dove conta solo la sopravvivenza del più adatto, le persone non oserebbero mai di ribellarsi a chi, pur essendo odiato viene temuto. In questo intorno senza regole, la voce del capo viene fatta legge e fonte di diritto. Non c’è nessuna separazione dei poteri, né stato di diritto.

La costruzione di questa dittatura ha portato più benefici che costi a un regime che non aveva niente da proporre né niente da promettere. Infatti, la permanenza di Maduro al potere si vede garantita non tanto dai brogli elettorali quanto dalla riduzione demografica di una popolazione ormai decimata dalla fame, le malattie e un’inarrestabile esodo di persone che scappano da questo apocalisse. Nel frattempo, il Regime di Maduro si erige come unico Kapò e arbitro nelle relazioni sociali.

Il Venezuela è un campo di concentramento in cui la morte e la paura sono esercitate quanto politiche di stato. Il Venezuela non c’è un governo, ma un regime di occupazione con l’obbiettivo di annientare il proprio nemico: i venezuelani.

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Estefano Soler Tamburrini, nato il 25.08.92. Ex dirigente studentesco nel 'Movimiento Estudiantil', Venezuela.(2014-2015) Studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali all'Università di Bologna (2016 - oggi)