Il Venezuela, un singolo territorio ma con due paesi diversi al suo interno: Uno di essi, ristretto ed elitario; l’altro, molto più esteso è quello degli esclusi, distrutto, saccheggiato e isolato dal primo. Sono molte le differenze che allungano sempre di più il divario tra il Venezuela di un’élite privilegiata e il Venezuela degli esclusi.

Maggioranza e Potere: Correlazione Opposta.

Il Venezuela dell’élite è composta dai sostenitori di Maduro e da alcuni presunti oppositori che nel discorso pubblico si riconoscono avversari del regime, ma in fondo colludono con Maduro negli interessi politici ed economici. La classe politica connivente, dunque, è sottomessa a diversi gruppi di potere che non rendono i conti a nessuno ma dominano l’intero assetto politico del paese, ma non fatevi ingannare, anche se questo gruppo è molto eterogeneo, non rappresenta il 10% della popolazione e nonostante, detiene tutto il potere nelle sue mani.

Il Venezuela degli esclusi invece, è composto dalla maggioranza dei cittadini, da tutti coloro che in un modo o nell’altro sono sottomessi all’élite. Le sue caratteristiche sono quelle di un campo di concentramento e affronta quotidianamente la crisi umanitaria più acuta della storia venezuelana, sopravvivendo alla scarsità di cibo e medicinali. È una maggioranza gradualmente dimezzata da un dominio assoluto che vede morire le persone di fame e di malattie, oppure emigrare alla ricerca di un futuro che rientri nel concetto di “umano”

Ma ci sono le elezioni…

Tra questi due paesi, quello elitario, accede privilegiatamene a tutti i servizi che scarseggiano per la maggioranza e inoltre, accumula per sé poteri discrezionali e diritti riservati: Dal diritto di ignorare la realtà di cui sono responsabili al diritto di agire senza che nessun altro possa reagire. L’élite vieta la libertà di pensiero agli esclusi, si pratica l’ostracismo verso i personaggi politici che non rientrano in un’opposizione su misura, voluta e tagliata da Maduro per legittimare un regime dittatoriale attraverso elezioni non democratiche. I brogli ci sono sempre stati e ci sono ancora, come nel fascismo, ma in questo caso c’è chi finge di fare la controparte in cambio di una fetta di potere e denaro. In queste elezioni, anche i venezuelani esclusi votano, certo, ma non eleggono nessuno.

Cosa si elegge?

Tra i candidati dell’élite e i venezuelani ci sono molti paradossi: ci sono mafiosi che invitano a votare un popolo derubato, quelli che ogni giorno ingrassano di più che vogliono fare coscienza a coloro che devono procurarsi il cibo nella spazzatura, politici arricchiti con delle tangenti e conti correnti all’estero che esortano i lavoratori che non hanno un soldo per arrivare a fine mese e sfamare i propri figli. C’è addirittura qualche candidato che, preso dalla propria vanità, mentre si sottopone a innumerevoli interventi di chirurgia estetica all’estero, invita a votare i venezuelani che muoiono negli ospedali per carenza di un farmaco.

Elezioni per quale motivo?

Per continuare in un ciclo politico dove si promettono dei cambiamenti ma tutto resta uguale. Un circolo vizioso nel quale si va avanti da quasi vent’anni e che vede i venezuelani distratti tra un sistema di tesi e antitesi la cui sintesi è la presente sottomissione che vive il paese. Mentre questo circolo vizioso va avanti, l’élite continua a indebitarsi con le banche nel nome del Venezuela, a spianare il territorio per un incrocio di mafie che hanno reso il territorio uno dei primi porti del narcotraffico internazionale.

Nel frattempo, il mercoledì 8 novembre, l’Assemblea Nazionale Costituente (composta soltanto dai sostenitori di Maduro) ha approvato una ‘Legge contro l’odio’ con l’intenzione implicita di soffocare quel che resta della libertà di pensiero. Infine, tra i due paesi, anche l’odio è un diritto esclusivamente riservato per l’élite.