In Venezuela la fame è all’ordine del giorno, il paese è colpito dalla più grande carestia della sua storia. Sono rimaste le macerie di una rivoluzione fallita, manifesti di propaganda testimoniano le tante promesse incompiute e a soffrire le conseguenze sono tutti, ma i bambini subiscono la peggior parte.

Il Caso Kenyerber Aquino

Il governo nasconde i numeri, ma i medici fanno scattare l’allarme. Gli ospedali sono affollati di bambini malnutriti. Particolarmente clamoroso il caso di Kenyerber Aquino, bimbo di 17 mesi deceduto per la fame. L’immagine del padre che trattiene la salma del bambino tra le braccia e urla per la disperazione rappresenta l’esempio dei tanti genitori venezuelani che non riescono ad evitare questa assurda causa di morte.

La Fame in Cifre. 

Secondo Caritas, in questi momenti, oltre 280.000 bambini malnutriti rischiano di morire. Inoltre, secondo l’OVS (Observador Venezolano de la Salud), il 33% dei bambini ha problemi di crescita e il 60% della popolazione infantile è malnutrita. Dall’altra parte Maduro smentisce e afferma che «i bambini muoiono di fame apposta».

La Fame, Controllo Sociale. Le reazioni!

Le Nazioni Unite, i paesi democratici e diverse organizzazioni cominciando ad infliggere delle sanzioni al regime di Maduro. Il mondo se n’è accorto: in Venezuela la fame viene usata come meccanismo di controllo sociale. Ma a questo punto, dov’è la FAO? L’Itaia applicherà delle sanzioni oppure continuerà a far finta di niente? Cosa se ne farà dei rifugiati venezuelani che scappano dallo sterminio di Maduro?

L’Invito!

I venezuelani all’estero fanno pressione sugli organismi internazionali perché si vada oltre alle parole e si agisca concreta ed efficacemente per il ripristino dei diritti e delle libertà fondamentali. Il prossimo appuntamento degli italo-venezuelani sarà il mercoledì 21 febbraio (ore 15.30) a Piazza Montecitorio.