Nell’era della post-ideologia, il terreno del dibattito e dello scontro si è spostato su temi di natura non squisitamente politica, e per questo di sicuro interesse per la società civile. Torno a parlare di vaccini. Il 12 marzo – ieri – nel Lazio sono stati espulsi tre bambini che non risultavano in regola con le vaccinazioni richieste dalla Legge 119/2017 entro il 10 marzo. Sempre a Roma sono state segnalate almeno altre venti situazioni critiche.  Quattro gli alunni rimandati a casa a Milano, idem a Sulmona. Decine i casi in Sardegna, a Sulcis Iglesiente e Medio Campidano. E le segnalazioni continuano ad arrivare.

“Si è consumata, in virtù di una legge incostituzionale, una grande violenza sulla psiche di anime innocenti”, ha commentato senza mezzi termini su Twitter Paolo Maddalena, Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale. “La legge sui vaccini, per questa parte, deve tornare all’esame della Corte Costituzionale”.

Difficile dargli torto, alla luce dell’art 34 della Costituzione: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”. Gli otto anni obbligatori sono dai 6 ai 14. Ecco perché i non vaccinati che frequentano la scuola dell’obbligo se la caveranno con una multa: la legge di conversione del DL Lorenzin nulla ha potuto contro il dettato dell’art. 34 della Costituzione. Anche per questo l’esclusione dei bambini da 0 a 6 anni dal nido o dalla scuola materna appare odiosa e grottesca: sono bambini discriminati due volte, perché a loro non è data la possibilità di una multa salvifica e immunizzante.

L’assurdità del tutto appare ancora più evidente se si considera l’età mediana dei casi di morbillo: 27 anni. Se il morbillo è un pericolo reale per la salute pubblica, perché imporre l’obbligo solo da 0 a 16 anni? Il buon senso suggerisce di vaccinare tutta la popolazione non già vaccinata o immunizzata naturalmente perché ha contratto la malattia.

La post-ideologia vaccinale lascia inoltre sconcertati per i ripetuti episodi di “guerriglia mediatica” che la contraddistinguono.  Ad esempio la recente rimozione forzata, a Rimini, di manifesti che denunciavano le reazioni avverse citando dati ufficiali dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Atti di vera e propria censura, giustificati sulla base di un presunto ingiustificato “allarmismo”, che evocano sinistre memorie del ventennio fascista. Le trasmissioni televisive a senso unico. Gli attacchi personali, gli insulti sui social. L’oscuramento mediatico di manifestazioni imponenti e pacifiche che hanno attraversato le piazze di tutta Italia.  In nome della scienza anzi della “shenzah” – come viene ironicamente definita da chi ai vaccini crede poco – scienziati laureati all’Università di Facebook o di Twitter dai quattro angoli della Terra arrivano a negare l’esistenza di qualsiasi reazione avversa superiore al rossore dovuto ad un pizzicotto.

L’ultimo attacco è giunto a commento del tam-tam sui social di un presunto legame tra la tragica scomparsa di Davide Astori e una vaccinazione antinfluenzale.

“Quella dei free/no/boh vax (definiti “sciacalli” nel titolo) non è una battaglia di civiltà o una lotta altruistica, è una battaglia egoistica nella quale conta solo il proprio interesse” tuona NextQuotidiano.it. Quale interesse, onestamente, mi sfugge. Così come mi sfugge il motivo dei toni denigratori dell’articolo.

A far scaturire l’ipotesi di una correlazione causa-effetto tra vaccino e decesso hanno contribuito le dichiarazioni del Professor Giorgio Galanti, ordinario di medicina interna all’Università di Firenze e direttore del dipartimento di medicina sportiva di Careggi: «Davide Astori ha eseguito un elettrocardiogramma due giorni prima di morire ed era normale. Non c’era alcuna alterazione. Possiamo escludere l’ipotesi che il decesso sia stato causato da un virus influenzale: sappiamo che tali virus possono essere killer nascosti e per questo i giocatori della Fiorentina sono stati vaccinati per l’influenza. Il decesso è stato dato da causa inesplicabile in un soggetto che non aveva alcun elemento prevedibile”.

L’autopsia effettuata il 6 marzo ha confermato la causa cardiaca, senza evidenze macroscopiche. Per la diagnosi definitiva, tuttavia, sono necessari approfonditi esami istologici e sessanta giorni di tempo. Prudenza quindi s’impone, in un senso e nell’altro.

I vaccini sono sicuri, le reazioni avverse sono inesistenti o trascurabili: è questo il mantra mediatico intorno ai vaccini. Da parte degli stessi organi d’informazione che, nel giorno in cui hanno riportato la notizia dei piccolissimi non vaccinati puniti con l’esclusione dalla scuola d’infanzia, hanno ampiamente diffuso anche la notizia del suicidio di Michele Ruffino. Un diciassettenne oggetto di bullismo feroce a scuola perché affetto da una grave ipotonia muscolare dovuta agli effetti avversi di una vaccinazione. Due sentenze lo confermano.