Non si sono presentate in aula per l’udienza del 10 novembre le due studentesse ubriache che la notte del 7 settembre scorso sarebbero state violentate a Firenze dai due carabinieri che le avevano soccorse (Lo stupro di Firenze, Il Format, 10 settembre 2017). Le due studentesse ubriache, dicono le fonti, sono ancora sotto shock per cui l’incidente probatorio è stato rinviato al 22 novembre; ad ogni modo, i due carabinieri hanno ammesso l’atto sessuale consenziente (che resta un fatto grave) ma non la violenza, a differenza di quanto raccontato dalle due ragazze che, ricordiamolo, erano fatte, strafatte ed ubriache, ed una delle due già in procura addirittura non ricordava nulla.

Ed intanto sta facendo “impazzire” il web (social in testa) e le testate giornalistiche della tv e del cartaceo il post pubblicato sulla bacheca facebook da don Lorenzo Guidotti, in cui il sacerdote redarguiva senza peli sulla lingua l’ennesima ragazza ubriaca che dice di essere stata violentata da un marocchino. Il fatto della presunta violenza si è consumato a Bologna, nel vagone di un treno.

Povero don Guidotti! E’ stato fatto a pezzi dal popolo del web ed è stato pure condannato da quei quattro fannulloni della sua diocesi perché, lo sanno pure gli stupidelli, la chiesa teme ormai tutto quello che sui social può andarle contro, in base alle nuove linee fortemente sostenute da Papa Francesco per cui, a costo di prendere il catechismo e ficcarselo in ogni dove, preferisce stare in sintonia col “pensiero socio-globale” e del pensiero socio-globale fare la lecchina. Insomma, abbiamo capito che la chiesa attuale viene guidata dai clamori, pro ovvero contro, del pensiero potente dei media, web in testa e social in primis, in base alla luna e alle preferenze dell’orda di quei tanti imbecilli che dissertano, insegnano, sbraitano sul web e sui social specialmente, come osservava tempo fa Umberto Eco.

Ogni violenza va condannata, lo dicemmo a suo tempo in questa sede a proposito della vicenda delle due studentesse ubriache (che non è ancora chiaro se siano state realmente violentate), e lo ripetiamo pur sapendo d’essere superflui, ma è anche vero che, chi si mette a giocare col fuoco prima o poi si scotta ed è quello che, con linguaggio alquanto colorito e francamente irruente, aveva voluto ricordare Don Guidotti, che non è certo un cretino e non difende nessun atto di violenza: ha solo rispolverato gli insegnamenti secolari dei catechismi di base che sono stati il manule morale delle generazioni cristiane e che oggi vengono messi al rogo in base alla “politica” ed agli orientamenti dell’attuale pontefice e della chiesa in generale che si muove a seconda degli umori della società la quale detta le proprie preferenze e i propri orientamenti sui dogmi e sulla dottrina e sulla fede e sulla morale, ed a seconda degli umori del popolo delle osterie.

Don Guidotti ha dovuto pure chiedere scusa, pressato dai suoi superiori, attentissimi ai baccani del popolo del web e delle testate dei giornali. E questo, purtroppo, non glielo perdoniamo: avrebbe fatto più bella figura rimanendo coraggiosamente sulle posizioni prese.

Perché, signori, se è vero che ogni atto di violenza è esecrabile, è altresì esecrabile chinarsi pietosi davanti a chi la violenza se l’è cercata, come nel caso di quest’altra ragazza ubriaca, che si è messa a giocare col primo che passa, magari pur egli ubriaco. Questo è il punto. Non ci si può chinare e, soprattutto, non ci si può inchinare. Chi la fa l’aspetti.