A volte ritornano… in un’aula di giustizia. Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri sono inuovamente indagati dalla  Procura di Firenze, come mandanti delle stragi del 1993 che colpirono Roma, Firenze e Milano. Il fascicolo era stato archiviato nel 2011, ma la Procura di Firenze ha ottenuto dal Gip la riapertura delle indagini delegando la DIA a nuovi accertamenti.

Ad incastrare l’ex cavaliere sarebbero state le intercettazioni riguardanti un dialogo tra il boss Giuseppe Graviano con il camorrista Umberto Adinolfi, durante l’ora d’aria nel carcere di Ascoli Piceno il 10 aprile 2016. Attualmente Giuseppe Graviano, il boss di Brancaccio, è detenuto presso il carcere di Opera.

Secondo le intercettazioni della DIA, Graviano avrebbe pronunciato questa frase: “Berlusconi mi ha chiesto questa cortesia, per questo c’è stata l’urgenza…”. Le affermazioni di Graviano proseguono e lasciano trasparire l’amarezza di essere stato abbandonato da Berlusconi doopo avergli portato benessere economico (il riferimento agli ingenti capitali riciclati da Berlusconi nel corso degli anni è abbastanza palese) e i voti per le elezioni del 1994.

Il legale di Berlusconi, Ghedini, parla di “illazioni e notizie infamanti prima del voto, non essendoci mai stato alcun contatto nè diretto, nè indiretto, tra Berlusconi e Graviano”. L’avvocato Ghedini sostiene che è stata male interpretata una parola…

L’intercettazione è stata ascoltata in aula, a Palermo, il 19 ottobre scorso, durante il processo sulla Trattativa Stato-Mafia. Durante l’udienza, Graviano, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Stavolta non è un pentito ad accusare Berlusconi, ma le stesse parole di Giuseppe Graviano intercettato in carcere.

Non è la prima volta che Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri vengono chiamati in causa per le stragi del 1993. In una prima fase “autore 1” ed “autore 2”, nomignoli di due politici, erano stati inseriti dopo alcune dichiarazioni di pentiti tra cui quella di Salvatore Cancemi. (Il tutto fu archiviato).

Nel 2008, Berlusconi e Dell’Utri, furono nuovamente indagati a causa delle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, il quale riferì proprio di una confidenza avuta da Graviano, il quale disse che grazie all’accordo siglato con i due politici – “ci siamo messi il paese tra le mani”. Anche in questo caso l’indagine fu archiviata.

Il detto non c’è due senza tre vale anche per Berlusconi. Mentre Dell’Utri sconta una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, Berlusconi è sempre stato ai margini dalle indagini riguardanti i suoi contatti con Cosa Nostra. Anche se è acclarato il collegamento diretto tra Dell’Utri e Cosa Nostra come tramite di Berlusconi, l’ex cavaliere è sempre uscito pulito.

Proprio adesso, dopo il nuovo discorso di Berlusconi ai cari amici Siciliani… chissà a quali amici si riferiva questa volta.