Ci risiamo. Quando in Italia avviene un terremoto non si sa mai quando ci sarà una effettiva ricostruzione ma, soprattutto, quando la gente già fortemente colpita possa tornare ad una vita degna di cui uno Stato democratico dovrebbe garantire.

Nelle zone terremotate, l’inverno è il nemico da combattere per molti sfollati che vivono nei container in attesa delle casette promesse. Dopo oltre un anno dalle scosse di terremoto, pochissime casette sono state consegnate. Secondo i dati forniti dalla Protezione Civile ad agosto, sarebbero state consegnate circa 800 casette su un totale di 3700 necessarie per i terremotati del centro Italia.

Le solite promesse da Pinocchio di un governo che lascia i propri cittadini al freddo e al gelo per il secondo inverno consecutivo. L’appalto per la fornitura in tutto il paese di moduli abitativi da consegnare in caso di calamità, è stato vinto nel 2015 dalla CNS – Consorzio Nazionale Servizi. Un colosso che raggruppa oltre 200 coop con sedi a Bologna.

La CNS dovrebbe consegnare un massimo di 850 casette, alle altre provvederanno la seconda e la terza classificata alla gara d’appalto, così a rotazione sino al raggiungimento della cifra totale delle casette necessarie. Ma quanto costa una casetta? Il costo al metro quadrato di una casetta è di €1.075. Eccessivo rispetto al valore del mercato immobiliare della zona colpita dal sisma, sia pre terremoto che post terremoto.

Lo Stato, cioè tutti noi cittadini, sborserà circa il 28% in più rispetto al valore di mercato. Costi eccessivi dovuti a rifiniture pregiate oppure verranno intascati come sempre dai soliti furbetti che lucrano sulle disgrazie dei cittadini? La torta da spartirsi fa gola a molti, infatti tra piccole e grandi cooperative, tutti partecipano attivamente a raccattare ogni singola briciola.

In Umbria l’incarico viene assegnato a due consorziate: alla Gesta e alla Kineo che acquistano impianti e kit per montaggio da altre due imprese: Italstem e Cosptecnoservice. Il coinvolgimento di quest’ultima appare alquanto strano poichè si occupa di pulizie, di segnaletica stradale e recapito bollette. Mai occupata di edilizia. Per poter spartirsi la fetta di affari, deve rivolgersi alla Vipal per la realizzazione delle casette.

C’è sempre chi deve ingrassarsi sulla pelle e le disgrazie degli italiani in difficoltà. Il presidente della Cosp è Danilo Valenti legato alla governatrice della regione Umbria Catiuscia Marini. Valenti è inoltre, vice presidente della Legacoopservizi nella quale la governatrice Marini risulta essere dipendente in aspettativa. La società, inoltre,  ha finanziato la campagna elettorale della governatrice.

Non solo, Valenti è vicino anche al sindaco PD di Terni, Leopoldo di Girolamo, finito in una inchiesta della Procura di Terni sull’affidamento sospetto di alcuni appalti comunali. Non è da meno la seconda aggiudicataria dell’appalto per le casette: il consorzio Arcale finito anch’egli nell’inchiesta Consip. Ha tra i suoi consorziati la Sistem Costruzioni srl, il cui amministratore delegato è Emanuele Orsini promotore dei comitati elettorali nel 2012 a favore di Matteo Renzi.

Come accadde per il terremoto del L’Aquila, subito dopo che gli imprenditori furono intercettati al telefono dove se la ridevano per le grosse opportunità lavorative che si prospettavano, così è accaduto anche per il terremoto del 2016. Vito Giuseppe Giustino titolare della cooperativa Internazionale, rideva sulle disgrazie dei terremotati prima che finisse ai domiciliari per le presunte mazzette sulla ricostruzione del terremoto del L’Aquila: nuovo sisma nuovi guadagni.

In tutto questo ginepraio dove era l’anticorruzione? Arriverà sempre dopo quando ormai tutto è stato compiuto. E’ aberrante che l’emergenza creatasi in centro Italia nel 2016 ed ancora irrisolta, diventa il solito business macabro di pochi imprenditori, intenti a ingrassare le proprie casse grazie alla complicità di un governo che ha il dovere di pensare al bene dei cittadini. Ma non ci pensa mai!