Siamo cresciuti con dei valori universali inglobati nei concetti di Libertà e Democrazia. Un lungo periodo di pace (escludendo conflitti locali e regionali ovviamente), ci hanno resi sicuri della perdurabilità di un modello affermato nel tempo, nel quale, la decisione di una maggioranza presupponeva la manifestazione della volontà generale.

Lungo il Novecento ci è stato promesso il trionfo della democrazia sia per il consenso, sia per la forza. L’esistenza di un gruppo di potenze (oppure di una potenza sola), che combattesse l’oppressione dei popoli esportando “libertà” ovunque è stato un dogma indiscutibile nel mondo politico e soprattutto nell’immaginario collettivo. Tra l’altro filmografia strumentalizzata come propaganda per legittimare l’esistenza del poliziotto universale quale gli USA, Gran Bretagna oppure la Nato si è trasformata in una specie di devozione che riduceva l’incertezza in un mondo meno ordinato e più caotico di ciò che appariva.

‘900 Democrazia sinonimo di Containment

La raffigurazione di una minaccia e dell’imminente vittoria politica del “bene” sul “male” si limitò in un punto di vista piuttosto euroamericano, che spesso e volentieri ignorò la realtà di altri latitudini che risentivano ancora guerre, conflitti e problemi. Gli eventi che hanno favorito questa visione del mondo furono il dopoguerra e la rinascita economica nell’Europa Occidentale per confermarsi successivamente con il crollo del blocco sovietico simboleggiato nella caduta nel muro di Berlino.

Nel dopoguerra, in teoria, avremmo vissuto un periodo di pace caratterizzato dalla democrazia e certamente, dalla liberta, ma in fondo senza l’esistenza del nemico comune non sarebbe stato possibile dare un senso a questi due concetti. Diverse interpretazioni, deformazioni e usi, tutti a convenienza secondo l’interesse dell’occasione, hanno causato lo svuotamento di questi due principi che per mezzo secolo apparivano come un punto fermo per la costruzione di una pace duratura nella comunità internazionale.

Due concetti svuotati, senza contenuto!

In sostanza, i concetti di libertà e democrazia hanno sempre avuto un collante: la paura del totalitarismo. Con la fine della guerra fredda si passò alla distorsione di tali concetti che negli anni recenti, motivati da fenomeni come il terrorismo, servirono per giustificare imposizioni e interessi causando disincanto e mettendo in discussione il sistema che a tutti era apparso ‘il più adeguato’.

Oggi, con l’ascesa di nuovi totalitarismi che raggiungono il potere sia in modo plebiscitare (attraverso le masse), sia per la forza, bisognerebbe ripristinare la libertà e i sistemi democratici in molte parti del mondo, ma questi concetti non ispirano più nessuno come una volta. Democrazia e libertà sono ormai due concetti delegittimati, svuotati dai loro stessi fautori che non si sono mai impegnati nel darli un vero contenuto, permettendo così la loro eccessiva strumentalizzazione a seconda degli interessi.

Voglia di democrazia? essa svanisce gradualmente dai nostri sistemi politici lasciandosi senza libertà. Sebbene la democrazia è stato il migliore fra i modelli esistenti e il più tangibile sinonimo di libertà, non essendosi rinnovata nel tempo, si è suicidata lasciandoci un vago ricordo: le elezioni.