Sono lontani i tempi del Motorola “8200″ (1992) e del tascabile e al tempo avanzatissimo “StarTac” (1995) che dichiaravano tempi di durata delle prime batterie (da quasi 700 grammi) ancora al “nikel-cadmio“, approssimativamente tra le 5 e le 7 ore in “Stand-by“, cioè… senza usarlo!.

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Da quel telefono di oltre mezzo chilo, il tempo per la tecnologia è volato. Dopo qualche tempo nascevano le prime Sim ricaricabili e i primi “dual band“, a seguire, le batterie a Litio e la tecnologia Umts, oggi si parla di “5G“. Quanto dura oggi uno smartphone? Poco, sopratutto se si tiene conto che un buon prodotto, non costa meno di 250 euro

Ecco come ci hanno fregati… Da quando ci sono stati alcuni casi di batterie esplose, i colossi degli smartphone sono “corsi ai ripari“, secondo alcuni addetti ai lavori (o presunti tali, in quanto ad oggi, non c’è nessuno studio provato a riguardo), le batterie inamovibili sarebbero meno soggette a sollecitazione da fonti di calore e variazioni di tensione; oggi, per sostituire la batteria di uno smartphone, ci vuole un buon tecnico e anche di fiducia, in quanto lo smartphone, è diventato un oggetto talmente personale che, neppure tutti i membri della famiglia spesso, sono tenuti a sapere cosa facciamo e cosa abbiamo dentro al nostro personalissimo cellulare.

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La sostituzione della batteria, sommato all’intervento del tecnico, può costare anche 50/60 euro ed è un’operazione che ti priva del dispositivo per almeno mezza giornata nel migliore dei casi, poi… visto che sono trascorsi poco più di due anni si inizia a guardarlo con una certa aria di sufficienza, del tecnico non è che ci fidiamo tanto ed è già diverse volte caduto a terra, inoltre, ha anche quel microscopico graffietto sul display che nemmeno ricordiamo bene più dov’è, ma c’è! Insomma… l’idea di un nuovo cellulare, a questo punto, ha già preso forma e quindi, ci rechiamo presso un negozio specializzato e ne acquistiamo uno nuovo. Abbiamo fatto quello che avevano previsto i colossi della tecnologia.

Per i più fortunati, quelli che comunque spendono anche 400/500 euro per uno smartphone di fascia medio-alta, visto che la qualità è una delle principali garanzie, anche la batteria potrebbe avere qualche anno di vita in più rispetto alla durata media delle comuni batterie, ecco allora che, puntuale, spunta allo scadere del secondo anno, in concomitanza con l’uscita del nuovo modello, un aggiornamento “massiccio” del nostro sistema operativo (firmware, software che gestisce tutto il telefono e permette alle “app” di funzionare).

Questo ultimo aggiornamento per una sfortunata coincidenza, potrebbe non essere un miglioramento, ma un ingombrante inserimento di elementi e correzioni che sì… correggono falle di sicurezza e migliorano l’uso di alcune applicazioni, ma a discapito di un telefono che, con un aggiornamento così “importante“, rischia di diventare obsoleto.

Purtroppo, per gli aggiornamenti di sistema possiamo solo avere la costanza di posticiparli,  rinviando la notifica dell’aggiornamento fino a quando, dopo alcuni mesi, il messaggio, nel 90% dei casi non viene più proposto, ma ne potrebbero seguire altri dopo poco; questo, accade nel primo anno e mezzo/due di vita del telefono, superato questo periodo, lo smartphone in tuo possesso non è più “monitorato” perché già fuori produzione.