Negli ultimi dieci giorni non ci siamo fatti mancare proprio nulla, anzi in certi frangenti abbiamo pure peccato di eccessiva egemonia, preminenza politica che ha destato più perplessità (se così si può dire ndr) che garanzie sintetiche, o meglio risolutive, per le sorti del nostro Paese. Un Paese versa, politicamente s’intende, in uno status di rassegnazione introducendo un coefficiente di disaggregazione popolare.

E’ questo diventa un problema devastante per tutta la comunità nazionale, che rappresenta il simbolo autoctono di un territorio ormai privato della sua esistenza geopolitica in cambio di algoritmi economici. Il senso politico rimane il mistero più macabro che l’Italia riesce a conservare nelle stanze oscure dei palazzi che contano. E’ quello che più fa paura, tramare nell’ombra, surrogando il proprio popolo per compensare gli interessi che non hanno nemmeno avuto l’incisione necessaria per risolvere i problemi che attanagliano il nostro Paese. Deleterio.

Passi pure in secondo piano la questione etica che ormai ha poca rilevanza nei curriculum dei nostri illustri politici, ma quella morale dovrebbe imprimere al proprio stato d’animo o almeno un feroce mal di pancia. Emma Bonino ha espresso una dichiarazione politica che dovrebbe aprire una profonda riflessione sulle reali condizioni di governabilità di questo Parlamento. Infatti la Bonino non ha scoperchiato nessun vaso di Pandora, ma incredibilmente tutti si sono indignati dinnanzi ad una dichiarazione eclatante, anzi bisognerebbe ricordare, ai signori indignati, che il comitato di Schengen, grazie agli accordi presi con il protocollo di Triton, prevede che è l’Italia che coordina tutte le operazioni di salvataggio e che tutti devono sbarcare in Italia. Svelato il segreto!

Certo che la situazione è sfuggita di mano a tutti, e le ultime uscite diplomatiche hanno sancito, ancora una volta, l’incapacità di opporsi dinnanzi ad un problema così grave soprattutto per gli essere umani. Queste sono le caratteristiche che differenziano il valore politico di una Nazione messa alle strette da accordi abnormi e scellerati. Il problema c’è ed è evidente agli occhi del mondo, stiamo per essere accusati di genocidio sapendo chi sono i mandanti. L’Europa unita ha valenza e consistenza quando la collaborazione è reciproca, nel caso contrario si dovrebbe ricorrere alle discussioni interne e decidere unilateralmente di risolvere le problematiche imposte. Allora si dovrebbe ricorre alla voce del popolo, che non dovrebbe avere la facoltà di guardare solo nel suo piatto ma che abbia il coraggio di essere parte integrante attivo del suo Paese difendendo le sorti della sua stabilità L’Italia storicamente non ha mai conosciuto rivoluzione popolare, cara Bonino e sé questo dovesse succedere?