Classe 1971 Dairo Antonio Usuga David alias  Otoniel, è il nuovo re della cocaina. Su di lui il governo americano, ha messo una taglia di cinque milioni di dollari. Per tentare di smantellare il suo cartello, sono stati messi in azione duemila uomini dell’esercito e mille della polizia, forze speciali ed agenti statunitensi.

E’ a capo del Clan del Golfo nel quale militano molti ex paramilitari, gestendo un giro di cocaina di  97 tonnellate l’anno. Il clan opera nella regione di Urabà vicino al confine con Panama. Non solo cocaina ma anche estrorsioni, omicidi ed è coinvolto nel traffico di essere umani.

Mantiene stretti rapporti con gli uomini di El Chapo in Messico, altro trafficante di droga. Nel 2015 è il cartello più potente della Colombia contando su oltre 1200 membri. I suoi più stretti collaboratori sono stati arrestati o uccisi ma lui resiste. Rispetto a Pablo Escobar mantiene un profilo basso, viene definito ratto di montagna. Conosce bene la regione dell’Uruba dove ha imparato a nascondersi.

La sua rete arriva anche in Italia, dove nell’aprile scorso, è stato arrestato “El Ruso”, Miro Rizvanovic Niemeier, stretto collaboratore di Otoniel. Ricercato a livello internazionale è stato intercettato a Civitavecchia proveniente dalla Spagna. Probabilmente avrebbe dovuto incrontrare esponenti dei clan della ‘ndrangheta e si prospettava l’arrivo di un ingente carico di cocaina a Milano.

I cartelli colombiani sono in forte espansione. Aumentano le superfici coltivate, 46.000 ettari producendo un totale di 800 tonnellate di cocaina. Trovano buone piazze di smercio, sia negli Stati Uniti che in Europa. I narcos colombiani hanno stretti contatti con la ‘ndrangheta anziché con Cosa Nostra e camorra, ritenendoli più affidabilie e puntuiali nei pagamenti.

Ultimamente, però, hanno ripreso i contatti anche direttamente con Cosa Nostra. Il traffico di cocaina è un business molto proficuo, ovviamente le associazioni criminali italiane continuano ad utilizzarlo per aumentare i loro guadagni.