Il presidente russo Vladimir Putin durante l’annuale discorso sullo stato della nazione ha presentato il nuovo arsenale missilistico nucleare, il fiore all’occhiello dell’industria bellica russa. Al termine del discorso un video illustrativo ha mostrato il funzionamento di uno dei nuovi missili.

Putin ha presentato due missili di nuova generazione: il Sarmat, un vettore intercontinentale supersonico che sostituirà il Satan sovietico, e un altro missile balistico a propulsione nucleare dotato di una “traiettoria imprevedibile” di cui non è stato detto il nome. Putin ha addirittura annunciato anche l’introduzione di droni sottomarini. “In Russia sono stati creati degli apparecchi autonomi che sono capaci di spostarsi negli abissi a distanza intercontinentale. Sono cose da fantascienza” ha rivelato il presidente russo. I nuovi missili sono ancora dei prototipi ma test balistici sono stati condotti con successo negli ultimi mesi dal ministero della difesa. Il nuovo arsenale missilistico, in grado di colpire ogni parte del mondo, sarebbe “invulnerabile” agli scudi americani schierati in Europa e Asia e stando alle parole di Putin rappresentano l’eccellenza della tecnologia missilistica mondiale. Le nuove armi sarebbero state sviluppate per contrastare il rafforzamento della Nato nell’Europa orientale.

“Abbiamo detto diverse volte ai nostri partner che avremmo preso delle misure in risposta al dislocamento dei sistemi anti missili americani. Nonostante tutti i problemi che abbiamo affrontato, la Russia era e rimane una potenza nucleare, ma nessuno ci ha ascoltato. Allora ascoltateci adesso” ammonisce Putin, che lancia un avvertimento contro eventuali attacchi nucleari contro gli alleati della Russia. “Qualunque uso di armi nucleari contro gli alleati della Russia, di potenza piccola, media o qualunque altra, sarà percepito come un attacco nucleare contro la Russia stessa. La risposta sarà immediata e con tutte le conseguenze evidenti”.

“Stiamo osservando la Russia da tempo, non siamo sorpresi” commenta Dana White, la portavoce del Pentagono. L’amministrazione americana, pur essendo a conoscenza da tempo delle sviluppo di nuove armi, dubita che le capacità dei nuovi missili siano quelle dichiarate da Putin.

Sebbene maestoso e potente, l’annuncio del nuovo arsenale non implica che la Russia sia intenzionata ad usare queste armi. Putin ha precisato che la Russia non vuole attaccare nessuno e l’introduzione di questi missili servirebbe a bilanciare i rapporti di forza tra le nazioni più grandi del pianeta. Il presidente russo ha anche auspicato l’avvio di negoziati con gli Stati Uniti per quanto riguarda la proliferazione delle armi nucleari.

Tuttavia, più che a Nato e Stati Uniti, il messaggio di Putin è rivolto all’elettorato russo. Il prossimo 18 marzo infatti si terranno le elezioni presidenziali e Putin verrà sicuramente riconfermato. Giocare la carta della retorica bellica è molto utile per il presidente. Nel 2014, in seguito all’annessione russa della Crimea, gli indici di gradimento di Putin schizzarono alle stelle raggiungendo l’80 %. Benché vi siano candidati alternativi, la rielezione di Putin è certa. Il presidente è forte di un alto consenso presso la popolazione. La vittoria di Putin è data per scontata anche in Russia. L’astensionismo è quindi un problema concreto: molti cittadini potrebbero non recarsi alle urne consci del fatto che il risultato è già ovvio e quindi percepiscono il loro voto come inutile. Ma Putin non vuole che questo accada perché se l’affluenza alle urne sarà bassa la sua legittimazione potrebbe essere messa in discussione. Da qui l’origine di discorsi maestosi organizzati in pompa magna e ripresi in diretta da tutte le reti televisive nazionali. Un momento di grande visibilità mediatica in cui il presidente rivendica il ruolo di potenza globale del paese. È un chiaro messaggio rivolto a quelli che il 18 marzo pensano di non andare alle urne.

Infatti Putin nel suo discorso non ha parlato solo di missili ma ha anche affrontato questioni interne tra cui lavoro, disoccupazione, povertà e benessere. Il presidente vorrebbe che entro la fine del prossimo decennio la Russia entrasse nella lista di paesi con una speranza di vita di 80 anni.

Più che una minaccia agli Stati Uniti, quello di Putin è un messaggio rivolto ai russi indecisi se andare a votare. Non è da escludere che l’obiettivo del presidente sia quello di raggiungere un consenso unanime in modo da avere la legittimazione ad estendere ulteriormente il suo mandato, similmente a quanto avvenuto in Turchia e come sta accadendo in Cina.