Vincitore del premio Oscar per la sua originalità, premio Golden Globe come miglior sceneggiatura, “Lei” è un film del 2013 che affronta un tema con un messaggio molto particolare che non è quello che potrebbe arrivare nel primo quarto d’ora del film, ma bensì, la tremenda sensazione di solitudine imposta dalla tecnologia. Lui è uno scrittore di lettere, Theodore Twombly elabora lettere scritte da altri in realtà, lavora sempre al computer, quindi, è sempre aggiornato sull’ultimo sistema operativo.

Arriva a casa il nuovo PC col nuovo sistema operativo, questo, è dotato di un’intelligenza artificiale mai vista prima d’ora, riesce a interagire quasi come fosse un essere umano. La voce scelta è una voce femminile, calda e molto accomodante che, non solo apprende molto presto tutte le sue abitudini e il suo modo di pensare, ma “vive quello che vive lui in tempo reale”, perché “Samantha” è anche dentro al suo cellulare e vede con l’occhio della fotocamera. Theodore finisce per innamorarsi del sistema operativo che interagisce con lui come fosse la sua fidanzata, simulando addirittura veri e propri contatti carnali, distaccandosi quasi del tutto dalla realtà.

Questo, fino a quando “Samantha”, (così si chiama la voce femminile del PC interpretata da Micaela Ramazzotti), gli confessa che il rapporto che ha con lui, così intimo e confidenziale, lo intrattiene con altri 61.147 persone. Film fatto molto bene, sono state costruite nella sceneggiatura le basi per fare di questo film un bel lavoro cinematografico. Il regista Spike Jonze è fin troppo attento ai dettagli e segue ogni passo della sceneggiatura scritta da di K.K. Barrett, ma finisce per esaurire le idee nel bel mezzo del film, quando finalmente, il computer prende in prestito un corpo vero. Buona l’idea, ottima l’interpretazione dell’unico mattatore a tutti gli effetti, il musicista e attore Joaquin Phoenix che entra nel personaggio con tutto sé stesso. La “Annapurna Pictures“, made in USA casa di produzione nata nel 2011 ha dato molto credito al film; la critica ha spinto questo progetto cinematografico che inizialmente sembrava non avesse tante chance, se all’uscita del film è stato anche duramente penalizzato proprio dalla critica e dalla stampa, le stesse, lo hanno in gran parte rivalorizzato dopo le prime impressioni del pubblico in sala.