Esistono terapie poco note che potrebbero risolvere, in tutto o in parte, patologie o problemi di salute. Tra le tante, la Neuromodulazione Sacrale è quasi del tutto sconosciuta. È una terapia che può dare ottimi risultati in differenti problematiche quali: vescica iperattiva e l’incontinenza urinaria. Il 17% della popolazione italiana è sofferente di questa patologia. La terapia consiste nella somministrazione di farmaci antimuscarinici e botulino per controllare la contrazione del muscolo detrusore.

La vescica neurologica è l’incapacità di svuotare la vescica, di conseguenza il paziente non avverte nessuna sensazione di pienezza vescicale. Provoca spesso infezioni alle vie urinarie anche abbastanza gravi. Le cause vanno dai traumi al nervo alla conseguenza di uno stato comatoso. La terapia è farmacologica e il paziente, inoltre, esegue dai 3 ai 6 cateteri al giorno. Stipsi cronica: si definisce tale quando si evacua meno di due volte alla settimana, essa è accompagnata da dolori e si avverte una sensazione di non svuotamento. La terapia è farmacologica con clisteri ma anche attraverso il movimento e la modifica delle abitudini alimentari. Incontinenza fecale: è la parziale o totale perdita del controllo dello sfintere anale. Le cause vanno dal prolasso rettale a traumi del pavimento pelvico, lesioni a carico dei nervi. I rimedi sono farmacologici con gli esercizi di rinforzo dei muscoli pelvici. Nevralgia del nervo pudendo: è un’infiammazione molto dolorosa tra la zona anale e gli organi genitali. I nervi compressi ed infiammati alterano le funzioni sensitive e/o motorie. Il paziente spesso avverte anche bruciori e formicolii. La terapia è farmacologica e si pratica fisioterapia. Cistite interstiziale: è una condizione cronica che causa dolore della vescica con bisogno di urinare frequentemente. Le cause sono solitamente attribuite ad un progressivo indebolimento del rivestimento delle pareti vescicali. I sintomi sono simili a quelli di una normale cistite, in questo i farmaci non sono in grado di risolvere il disturbo. La terapia è farmacologica e le istallazioni vescicali e la fisioterapia sono mirate.

In tutti questi casi, come  in altri ad essi collegati, arrivare ad una diagnosi non è molto semplice, infatti bisogna eseguire una lunga trafila di visite mediche ed esami clinici anche abbastanza invasivi. Quando le terapie non conducono ad una risoluzione dei problemi di salute, si può procedere con la neuromodulazione. Insomma rappresenta l’ultima spiaggia per molti pazienti. Sono 20 i centri in Italia che praticano questa terapia. Si tratta di un impianto che consiste nell’impianto di un elettrodo posto in colonna vertebrale collegato ad un elettro stimolatore sottocutaneo. I pazienti, prima di raggiungere l’intervento, che avviene in due fasi, passano una vera e propria selezione fatta da esami specifici per la verifica la possibile idoneità all’impianto. Successivamente la prima fase dall’intervento prevede un periodo di prova nel quale si verificano i possibili esiti della terapia.

Come si può comprendere, le problematiche trattate che riguardano la sfera così intima e personale, difficilmente i pazienti che soffrono di questa patologia siano predisposti nell’espletare il proprio dramma. Non avendo, quindi, la possibilità di rapportarsi con altri pazienti, i soggetti coinvolti si ritrovano a convivere con questa esperienza con l’esclusivo supporto dei medici. Certamente il loro supporto è fondamentale, ma il confronto con chi ha vissuto la stessa esperienza sarebbe, soprattutto dal punto di vista emotivo, molto importante. Spesso i pazienti, prima di rapportarsi ad una diagnosi definitiva ed intraprende la trafila prima dell’intervento, subiscono un “calvario”. Non essendo subito compresi per il loro dramma, spesso si sentono dire – “Ha bisogno dello psicologo, il suo è un problema psicologico”. Si tende a sminuire il dolore fisico, le difficoltà quotidiane e i malesseri continui. E molte volte quella comprensione non non arriva neanche dalla cerchia dei parenti e degli amici.

Già, infatti molti ritengono che una persona con problemi di salute non solitamente evidenti, visibili, siano problematiche di congetture mentali. Allora dove si affidano i pazienti? Alla rete, che ogni tanto non produce solo fake news o trasmette cattivi esempi, ma crea vere è proprie comunity di settore. Sul web i pazienti riescono a confrontarsi, e parlare, capire e, chi ha già l’impianto, può portare la propria esperienza. Essere neuromodulati o bionici non impedisce una vita normale, anzi grazie alla Neuromodulazione si ritorna ad una vita normale e si convive tranquillamente con un piccolo compagno di vita silenzioso ed operoso, capace di ridonare una nuova vita.