E’ un concetto che nasce tra il ‘700/’800, prima non si registra nella storia europea il concetto di Nazione. Questo insieme di popoli racchiuso all’interno dei confini viene declinato dalla monarchia, come appunto, un insieme dei sudditi sottoposti a un re. È anche vero che questo concetto molto neutro e poco ideologizzato acquista molto rapidamente un significato sempre più grande, infatti la Nazione si pone come gradino dell’evoluzione.

Ma nonostante tutti questi concetti storici che racchiudono il senso sintetico di nazionalismo, ad alcune cariche istituzionali europeiste di rilievo appaiono indigesti. Pare che essere nazionalisti segni una sorta di marchiatura sulle idee liberali che contendono il valore di Nazione associato la parola democrazia. Sono intorno a questi argomenti che emergono delle coscienze totalmente pericolose.

Fondamentalmente il liberismo ha portato un sistema speculativo di pensiero glaciale, avido, immorale, che non tiene conto di alcuna peculiarità umana. Eppure stupisce come una carica istituzionale così altezzosa, la Presidentessa Laura Boldrini, si aggrappi alle ricorrenze storiche come un elefante che tenta di arrampicarsi su un albero; un valore che determina, ancora una volta, l’ignoranza alla democrazia e alla libertà di pensiero.

Un pensiero, quello del nazionalismo, che determina la lacunosa concezione di chi dovrebbe rappresentare una Nazione, e questo concetto alla terza carica dello Stato italiano proprio non va giù. Di fatti ottemperare alla legge che gli ordina di dire tutto l’opposto di quello che dice gli viene difficile, molto probabilmente ignora la storia del nazionalismo che nasce proprio nella Russia comunista. Effettivamente nessuno osa dichiararsi nazionalista, almeno in Italia, si rischia di essere etichettati con il sostantivo di fascista. Allora sorge davvero un dubbio se si pensa a Mazzini, i fratelli Bandiera, Silvio Pellico, lo stesso Gramsci e Togliatti e tanti altri, i quali hanno fatto del nazionalismo la storia e la cultura della nostra amata patria. Persino Sigonella pare così distante tanto quanto l’attuale Venezuela…

Sostanzialmente i nazionalisti non esistono, anche perché la resa alle pressioni lobbiste e all’implosione europeista costruita sulla moneta unica ha fatto perdere il senso di nazionalità. Ma l’ipocrisia europeista che aleggia intorno alla parola nazionalista determina l’incapacità di collocare l’appartenenza di un popolo alla propria terra, alla propria storia e cultura. Allora ti sorge un altro dubbio: che sia in atto un processo di sottomissione dei popoli? Resta il fatto che chi strumentalizza il nazionalismo al fascismo, oggi all’alba del terzo millennio, mette in evidenza uno stato di perfetta incompetenza e ignoranza in materia, di conseguenza, non è in grado di guidare un paese. Tra l’altro il Mediterraneo è la triste realtà.