Vigilia di natale. Gli incontri di famiglia, gli abbracci, gli SMS, catene e altri messaggi malinconici, insieme a qualche abbraccio e qualche lacrima sul viso fanno parte di una routine che si ripete anno dopo anno nel nostro Occidente. Ad imporsi però, sono i regali, le cene e la tipica opulenza di una società che ha imparato a manifestare il proprio benessere soltanto attraverso le cose materiali.

Il natale però, l’evento che viene festeggiato ogni 25 dicembre, non riguarda tanto la tradizione ormai rubata dalla società dei consumi quanto un evento reale, divino ma anche umano, che dovrebbe portarci alla riflessione. Si, a quella riflessione che serve eccome durante i nostri giorni!

Sembrerebbe ovvio dire che ogni natale festeggiamo la nascita di Gesù, un personaggio riconosciuto da credenti e non credenti, il cui passaggio per il mondo ci lascia un esempio che spesso predichiamo a parole, con quel buonismo che ci caratterizza quando vogliamo fare bella figura, ma facciamo fatica a seguirne i passi.

Amore verso il prossimo, grazia di parola, verità e sopratutto coerenza nelle proprie azioni sono solo alcune delle caratteristiche di un uomo da imitare e inseguire se vogliamo cambiare le cose. Non parlo soltanto a cattolici o cristiani di ogni denominazione ma a chiunque pensi che le cose debbano cambiare. Proprio in questi tempi, dove il buonismo, i discorsi ben strutturati e le parole al vento fanno parte del nostro quotidiano, varrebbe la pena applicare qualche principio per rispondere con autenticità a un mondo che sembrerebbe arrendersi alla paura, all’inganno e alle divisioni.

Oggi si festeggia la vita di uno che, aldilà delle istituzioni, non ha esitato ad affrontare l’ordine sociale e politico pre-esistente per rivendicare gli esclusi, le vedove, gli orfani, i paralitici e i dimenticati. Si festeggiano le azioni di un uomo le cui parole trascendono di generazione in generazione per rispondere alle nostre incognite enorme semplicità. Si festeggia la testimonianza di colui che ha saputo abbinare il perdono, la misericordia e la disciplina per insegnarci che ogni persona merita un’opportunità in questo mondo. La sua formula perfetta? Mettere insieme l’amore e la legge per far capire al mondo che il centro delle nostre azioni deve andare oltre alle strutture che noi abbiamo creato, superando ogni frontiera per accentrarsi nell’elemento più importante della storia: Le persone, il prossimo!

mah… erano altri tempi!”

I problemi però restano gli stessi, un sistema che in un modo o nell’altro, con più o meno istituzioni e tecnologie a disposizione, esclude, uccide e nega l’altro. Alla fine ci accorgeremo di aver invertito i ruoli: di avere dato agli oggetti l’affetto e l’importanza che le persone si meritano e soprattutto, di avere utilizzato alcune persone quanto degli oggetti. Fino a quando andremo avanti con un sistema che non tiene? Quando ci guarderemo alle spalle, e valuteremo il nostro percorso, ne sarà valsa la pena?

Infatti, oggi si mangerà e si berrà con entusiasmo, non esiteremo a manifestare il nostro lato migliore davanti i parenti (fino a quando qualcosa andrà storta) e dopo mezzanotte o domattina molti bambini apriranno i suoi regali e mentre l’ambiente ci parla di natale, ma noi… avremmo mai capito il vero significato di questo giorno?

Regaliamoci un natale diverso e regaliamolo agli altri!

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Estefano Soler Tamburrini, nato il 25.08.92. Ex dirigente studentesco nel ‘Movimiento Estudiantil’, Venezuela.(2014-2015)
Studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali all’Università di Bologna (2016 – oggi)