Cala il sipario sulla morte di Riina, sulle tante parole spese nei confronti di una belva ignobile che non merita nemmeno una degna sepoltura come non hanno avuto molte delle sue vittime. La salma è stata tumulata presso il cimitero di Corleone e, ci auguriamo, che non inizi un pellegrinaggio dei soliti pazzi esaltati.

Nei giorni precedenti, sui profili social dei figli Salvo, Maria Concetta, Lucia, come anche del genero Antonino Tony Ciavarello, sono comparsi molti messaggi di condoglianze prontamente rimossi dal social network. Tutto normale, ovvio e rispettoso per le vittime di quell’orribile essere immondo, visto che le linee guida di facebook vietano di postare contenuti che inneggiano e sostengono organizzazioni criminali, terroristiche, come così anche i loro leader.

Invece no! Facebook fa marcia indeitro e ripristina i post cancellati, con tanto di scuse alla famiglia Riina. Così ci tocca leggere parole che rappresentano una idolatria dilagante sul web. “Condoglianze a tutta la famiglia…con onore e rispetto”. “Un grande Uomo, zio Toto’.

Alcuni sottolineano lo spessore criminale di Riina, addirittura, ringraziandolo per quello che ha fatto. Frasi che offendono non solo i familiari delle vittime ma anche tutti i cittadini onesti che considerano la mafia una montagna di merda, come sottolineava Peppino Impastato.

E’ obbligatorio domandarsi come mai in un paese civile come il nostro, l’idolatria mafiosa non venga sanzionata penalmente. Come mai il codice penale non punisce la mafiosità e l’atteggiamento di sostegno che avalla e giustifica l’azione mafiosa? Dunque andrebbe individuato e punito chi sul web, come altrove, elogia queste belve che hanno uccisio uomini, donne e bambini…

Inaccettabile che nessun ministro, nessun giornalista, i quali spesso buon viso a cattivo gioco, abbiano detto una parola sulle esternazioni pubblicate da webeti, inneggianti alle gesta di un soggetto che è stato il male assoluto e collaborativo, per interessi s’intende, con parte delle istituzioni.

Con le scuse di facebook tutto si chiude, tutto è concesso in questo paese privo di indignazione, rassegnati ormai a convivere con l’idolatria al male.