Per raccontare Vasco Rossi bisognerebbe ritornare indietro nel tempo, quando a soli 13 anni, spinto dalla madre Novella Corsi, si iscrive alla scuola di canto partecipando, successivamente, al concorso di canto L’Usignolo d’oro vincendolo. Un predestinato che permetterà, a questo ragioniere, negli anni successivi di aprire la prima radio libera, Punto Radio, insieme a Maurizio Solieri, Massimo Riva e Gaetano Curreri, un’amicizia fondamentale che renderà la carriera del Blasco indimenticabile.

Ai più giovanissimi va il memoriale della sua partecipazione al Festival di SanRemo nel 1982, presentato da Claudio Cecchetto, con la canzone Vado al Massimo, un emozionantissimo Vasco Rossi incuriosisce la platea dell’Ariston per il suo modo di porsi sul palco. A quella edizione il brano si classificherà ultimo, un dettaglio di poca rilevanza. Si perché Vasco Rossi si ripropone all’edizione sanremese dell’anno successivo con il capolavoro Vita Spericolata, tra l’altro snobbato dalla giuria ma non dal pubblico. Infatti l’album Bollicine susciterà un successo strepitoso, superando il milione di dischi venduti vincendo il Festivalbar.

Per “noi”, quelli della combriccola del Blasco, diventa difficile non esprime l’emozione intonando le  poesie che il sommo vate di Zocca ha regalato, negli anni, ad intere generazioni. Il concerto di Modena Park segna l’ennesima devozione alla buona musica, a quel modo di esprime il rock, quello puro, attraverso le poesie perché chiamarle canzoni sembra quasi riduttivo. Vasco Rossi rappresenta il più grande tra i grandi, la devozione all’artista è stata espressa ancora una volta con la presenza di ben 220 mila persone di ogni età, che si sono emozionate, ancora una volta, al suono delle note di Jenny è pazza, C’è chi dice no, Cosa succede in città… Una magica serata, quella di Modena Park, che segnerà la storia della buona musica e del grande rocker che festeggia i suoi 40 anni di carriera. Una giornata storica che, lo stesso Vasco Rossi, l’accentua come la tempesta perfetta.

Impensabile immaginare che Modena Park sia stata la tappa definitiva della leggenda vivente del rock italiano, a noi resta vivere quelle emozioni che vede, per la prima volta, finalmente un paese unito e senza quella paura che in questi ultimi anni tiene il mondo in apprensione. Una gioia immensa, l’ennesima considerando tutte le volte che Vasco Rossi è salito su un palco. È poco importa se è Colpa d’Alfredo, a noi basta solo Vivere Liberi Liberi guardando sorgere un’Alba Chiara. Grazie mille Vasco Rossi, Grazie mille sommo poeta.