Al via la Maturità 2018 con il tanto atteso e famoso tema d’italiano, prova d’esordio per ogni generazione di maturandi. Di solito la prima traccia è quella che desta più preoccupazione tra gli studenti perchè spesso e volentieri è proposto un brano di qualche autore non da programma che, anche se famoso, potrebbe risultare poco conosciuto tra i maturandi.

A sorpresa, per l’analisi del testo, quest’anno, è stato proposto un brano di Giorgio Bassani, tratto da uno dei suoi più importanti libri, Il giardino dei Finzi Contini, ispirato alla storia vera di Silvio Magrini, presidente della comunità ebraica di Ferrara dal 1930, e della sua famiglia. Un tema sicuramente molto importante e significativo che vuole ricordare ai ragazzi la disgrazia delle leggi razziali e le sofferenti conseguenze che hanno portato nella società, con la speranza che nessuno possa rivivere in futuro tragedie del genere.

Il tema di carattere generale proposto è incentrato sull’articolo 3 della nostra Costituzione, a 70 anni dalla sua emanazione. Gli studenti sono stati chiamati a spiegare il significato del principio di uguaglianza formale e sostanziale.

Per la traccia storica, l’argomento proposto è quello della cooperazione internazionale con espliciti riferimenti ad Alcide De Gasperi e a Aldo Moro, con un famoso ed importante discorso di quest’ultimo ad Helsinki nel 1975, in cui lo statista, con forza, sottolineava l’importanza dell’unione tra i popoli come eredità che, malgrado le differenze e le difficoltà, ci lascia la storia.

Per il saggio artistico – letterario, il tema scelto è “I diversi volti della solitudine nell’arte e nella letteratura” con l’omonima poesia della poetessa milanese Alda Merini, “Ed è subito sera” di Quasimodo, “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello, “La vita solitaria” di Petrarca e infine una poesia di Emily Dickinson.

Ultima traccia, scientifica, sul dibattito bioetico sulla clonazione con un articolo di Elisabetta Intini, tratto da Focus.it

Il filo conduttore, che lega queste tracce, è sicuramente un messaggio di pace, di cooperazione tra i popoli, di inclusione sociale e di accoglienza materiale e spirituale di tutti gli uomini.

Sicuramente molte di queste tracce erano fortemente attese dai maturandi ma allo stesso tempo non si può negare che, in un periodo in cui dilaga l’odio sociale, queste tematiche proposte sono un bell’insegnamento e un grande augurio per questi ragazzi che si apprestano a diventare uomini e ad afforntare la vita con coraggio e determinazione affinchè nessuno resti indietro.