Tempo di elezioni, tempo di sondaggi. Un sondaggio svolto dal gruppo Demos riguarda la percezione della mafia da parte degli elettori. Secondo il sondaggio, per un terzo degli italiani intervistati, la mafia sarebbe più forte oggi rispetto a 30 anni fa. Il 46% ritiene che l’influenza della criminalità è aumentata rispetto agli anni 80/90, anni di omicidi eccellenti e guerre di mafia e di stragi. La mafia, inoltre, non ha più una territorialità circoscritta ad aree ormai note; la mappa della diffusione della criminalità è cambiata. Secondo il 47% degli italiani si è diffusa molto al nord, soprattutto nel triangolo Milano-Torino-Genova ed Emilia Romagna e nord est.

Più si scende verso sud più la percezione della mafia diminuisce. Tra gli elettori intervistati non sono pervenuti i dati relativi agli elettori di sinistra. Per quanto concerne gli altri partiti, sono gli elettori della Lega con il 47% a ritenere che il fenomeno sia molto diffuso, subito dopo con il 38% gli elettori del Movimento 5 Stelle, fanalino di coda, a seguire gli elettori di Forza Italia con il 29%. Il pericolo per i sostenitori di Berlusconi appare poco rilevante, mentre per gli elettori della Lega, partito alleato, la diffusione e la pericolosità del fenomeno è molto preoccupante. E’ probabile che i leaders, dei due partiti, non si siano confrontati sull’argomento, forse per non creare disagio al Cavaliere più volte tirato in ballo da pentiti ed ora, anche da un appunto del giudice Falcone, rinvenuto dopo anni, preso durante l’interrogatorio del pentito Francesco Marino Mannoia.

Solo due italiani su dieci ritengono che la presenza mafiosa è diminuita rispetto al passato. La mafia è diventata silente ed ha ampliato i propri interessi sull’intero territorio nazionale. E’ la mafia sommersa voluta da Bernardo Provenzano dopo la cattura di Salvatore Riina, quella che spara poco o nulla ma si dedica agli affari soprattutto attraverso gli appalti pubblici, vere lavatrici per ripulire il denaro illecitamente guadagnato. Il metodo del sommerso e’ stato acquisito anche da ‘ndrangheta e camorra. Sicuramente è il  metodo migliore per trovare appoggi presso figure istituzionali, attraverso patti stipulati con esponenti politici e appartenenti alle massonerie per continuare ad accrescere il proprio guadagno illecito e per piazzare amici fidati a tutti i livelli.

La massomafia frequenta i salotti, veste in giacca e cravatta, istruita rispetto alla vecchia mafia e tratta con la politica. La politica ha bisogno della mafia e viceversa, la corruzione è lo strumento attraverso il quale, la mafia silenziosamente, penetra all’interno delle istituzioni. Nessuna domanda pare sia stata rivolta agli italiani sottoposti al sondaggio riguardo la capacità di risposta dello Stato nel contrastare il fenomeno mafioso. Forse perché lo Stato si è dimostrato, in alcuni casi, inefficace: un impegno minimo, tanti proclami, mai una presa di posizione concreta ed efficace. Gli esponenti politici o non affrontano l’argomento mafia oppure si riempiono la bocca della tipica antimafia di facciata per poi andarci a braccetto. Di chi ci si può fidare? A mettere la mano sul fuoco si rischia di fare la fine di Muzio Scevola.