Non solo Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita e Stidda mafie autoctone che da alcuni anni importano manovalanza africana generando, da nord a sud, la mafia nigeriana. Traffico di droga, sfruttamento della prostituzione, traffico di esseri umani ma che ha assunto anche il controllo delle sale giochi. Gli affiliati provengono non solo dalla Nigeria, ma anche dai vari paesi del centro Africa.

Secondo la DIA, si distinguono per le modalità prevalentemente aggressive con le quali conducono i propri affari. Diverse sentenze giudiziarie negli anni passati, hanno attribuito a questi gruppi “la natura mafiosa”. I criminali della mafia nigeriana si dividono in tre gruppi: la Aye confraternita, gli Eiye e i Black Axe.

Gli Eiye agiscono attraverso un sistema di cellule dislocate sul territorio chiamate: Forum, collegate alle altre cellule limitrofe. Sono dotate di una struttura rigida con a capo una Direzione. Solitamente sono uniti da legami familiari.

Le confraternite come la Aye, invece hanno un leader detto Capones, in onore di Al Capone. Per poter entrare a far parte della confraternita bisogna sottoporsi ad un rito di iniziazione nel quale, l’aspirante adepto, deve dimostrare di avere coraggio uccidendo una persona o rapendo una donna legata ad un gruppo avversario.

Il gruppo più pericoloso sono i Black Axe che oltre al vincolo associativo ha una forte componente mistica religiosa. Risultano attivi in diverse città: Novara, Alessandria, Verona, Bologna, Roma, Napoli e Palermo. Nascono in Nigeria, a Benin alla fine degli anni 70, come confraternita religiosa. Non è possibile arruolarsi nei Black Axe si è scelti, e non si può opporre nessuno si potrebbe essere sottoposti a violenze di ogni tipo, così si è costretti ad aderire. Il loro simbolo è un’ascia nera che spezza le catene che stringono i polsi di uno schiavo.

Gli affiliati non hanno solo il potere d’azione in Italia, ma anche in Nigeria e possono cooperare anche in altri Paesi occidentali. Il traffico di stupefacenti da loro gestito, con basi in Colombia, arriva in Italia via terra, mare e cielo. L’attività più controllata dai Black Axe è la prostituzione. Giovani donne nigeriane e della zona sud Sahariana, sono attirate con la promessa di lavoro giungendo in Libia dove vengono sottoposte a violenze e stupri e spedite sulle strade italiane. Per accentuare ancor di più il controllo sulle ragazze, praticano dei riti “juju” con le quali minacciano di morte non solo loro ma anche le famiglie rimaste in Africa.

Per quanto riguarda la tratta degli esseri umani, i gruppi nigeriani gestiscono il traffico di clandestini diretto in nord Europa con provenienze dalla Siria, Egitto, Eritrea e Sudan. Ovviamente per poter operare dove sono presenti le organizzazioni criminali “nostrane”, la mafia nigeriana deve ottenere il loro benestare. Spesso deve pagare il pizzo se agisce da indipendente, in altri casi le nostre mafie li appaltano per affidargli lavori criminali più sporchi e il compito di reclutare manodopera a basso costo da utilizzare nelle piantagioni del sud.

Il traffico di droga a Palermo è gestito, in parte, dalla mafia nigeriana con il benestare dei boss. Per ferocia, rituali e tradizioni tribali, la mafia nigeriana risulta essere la peggiore organizzazione criminale, poiché sono bande organizzate gerarchicamente che stanno diventando sempre più potenti e rappresentano un problema da non sottovalutare.

La mafia importata tiene il passo di quelle nostrane.