Per i meteorologi è la peggior tempesta degli ultimi 50 anni.

Ophelia, sceso da uragano a tempesta tropicale, ma comunque potenzialmente devastante, si è già abbattuto sulle coste europee e la penisola iberica sta pagando le conseguenze più drammatiche. La penisola è investita da venti fino a 130 km orari che hanno alimentato incendi. Tragico è il bilancio delle vittime in Portogallo dove si contano attualmente 31 morti; altre 4 vittime del fuoco in Spagna, dove la regione più colpita è la Galizia. Stato di allerta anche in Irlanda dove la velocità del vento tocca in questo momento i 156 km orari e una donna ha trovato la morte a causa di un albero abbattutosi sulla sua macchina.

La Protezione Civile in Portogallo è in stato di massima allerta: i venti provocati dall’uragano hanno alimentato incendi che erano già in atto a causa delle elevate temperature e che hanno certamente cause umane. I Canadair sono in azione dalle prime luci dell’alba. Inoltre la Protezione Civile dichiara che non è in grado di dire quando la situazione tornerà sotto controllo. Oltre ai morti, si contano anche 51 feriti, di cui 15 in gravi condizioni.

In Galizia si contano 4 vittime: 2 sono state trovate carbonizzate all’interno di un’auto nei pressi di Nigrar, le altre due in casolari di campagna. Particolarmente colpita la zona di Vigo e Pontevedra: 15 sono in questo momento i focolai attivi e 4000 gli ettari di terreno distrutti. La situazione è il risultato di un’estate particolarmente secca e dalle fortissime raffiche di vento portate da Ophelia che alimentano le fiamme.

Anche in Irlanda il quadro si va complicando. Intanto si registrano già le prime due vittime: un’anziana signora che anche lei è stata uccisa da un albero caduto  sulla sua auto nel villaggio di Anglish e a Tipperary un uomo di trent’anni ha perso la vita nel tentativo di di rimuovere un albero caduto. Dublino ha mobilitato anche  l’esercito per far fronte ad eventuali danni provocati dalla terribile tempesta. Sulla costa si registrano già onde alte più di 10 metri e venti che hanno abbattuto alberi e linee elettriche. Sull’isola ci sono già 23000 abitazioni senza energia e ci vorranno giorni prima che l’erogazione venga ripristinata. L’aeroporto di Dublino ha già cancellato 130 voli. Scuole, tribunali e uffici pubblici sono già stati chiusi per ordine del Governo.

I meteorologi hanno dichiarato che questo uragano potrebbe portare con sé  venti devastanti, con piogge, raffiche e turbolenze. L’isola ha anche soppresso la maggioranza dei traghetti che la collegano alla Gran Bretagna. Si prevede inoltre che Ophelia possa portare dai 50 ai 70 millimetri di pioggia sull’Irlanda occidentale e sulla Scozia, con alluvioni e onde alte e distruttive sulla costa. Anche lo scalo di Cork ha preannunciato probabili cancellazioni. Venti forti potranno interessare nelle prossime ore anche Scozia , Galles ed Inghilterra.

Tutti noi siamo abituati a sentire che questi fenomeni toccano gli Stati dell’estremo Oriente o i Caraibi. Da questo momento dobbiamo cominciare  a pensare che gli uragani possano toccare anche le zone del Vecchio Continente. E dobbiamo prepararci ad affrontare al meglio questi fenomeni che, a causa dei cambiamenti climatici, arriveranno in Europa sempre più spesso.

E poi il presidente Trump, con la California distrutta dagli incedi e due uragani che si sono appena abbattuti in Texas e in Louisiana causando danni devastanti e centinaia di vittime, si rifiuta ancora di dare il suo consenso al trattato di Parigi sul clima! VERGOGNA!