Ci metto dentro sia i media italiani sia quelli esteri. C’è chi parla di “terremoto politico”. Altri di “certezza e confusione”. Altri ancora di “vittoria dell’euroscetticismo”. Leggendo le verbose letture del voto del 4 marzo, emerge un adamantino stupore: editorialisti e commentatori sembrano scesi della montagna con la piena della chiara affermazione del M5S come primo partito italiano e del centrodestra come coalizione di maggioranza. E tutti sembrano basiti per il tracollo del PD.

Nel “day after” delle elezioni, entusiasmante o deprimente a seconda del voto espresso, i maggiori quotidiani italiani ed esteri sono accomunati da un disagio che definerei sindrome da Jurassic Park.

E’ come se nelle redazioni si fossero schiuse delle grosse uova di dinosauro. Man mano che venivano rese note le prime proiezioni, sul guscio sono apparse fratture sempre più profonde. Finchè la creatura, con movimenti lentissimi, è strisciata fuori. E si è accorta che il risultato del voto del 4 marzo stavolta non si spiega alla luce dell’ideologia politica, ma è solidamente ancorato alla realtà.

I piccoli Tirannosauri nelle redazioni nazionali e internazionali, in sole 24 ore sembrano aver preso atto che nel Paese reale (non quello promosso dalla linea editoriale del giornale), 11 milioni di persone si sono stufate di rinunciare a curarsi perché negli ultimi cinque anni dal Fondo sanitario nazionale sono stati tagliate oltre 25 miliardi di risorse. E l’opposizione delle piazze alla legge Lorenzin, che a fine luglio 2017 ha imposto l’obbligo su dieci vaccini, non era solo quella di no-vax o free-vax. C’era anche l’insurrezione del cristiano qualunque, che non può accettare obbligo e relativa gratuità di dieci vaccini (quando aumentano i casi di una sola malattia) se lo Stato riduce al contempo i livelli di assistenza al padre o al nonno malato di Parkinson o di Alzheimer.  Malattie che contano oggi in Italia rispettivamente 600 mila e 1 milione e 250mila pazienti, contro i 5mila casi di morbillo del 2017.

La Sanità che immagina il M5S mira a rifinanziare la Sanità secondo i bisogni dettati dall’invecchiamento della popolazione e investire più risorse nella prevenzione. Questa è comprensibilmente musica per le orecchie degli italiani. Eppure i tirannosauri sembrano stupiti che gli elettori abbiano scelto loro invece di chi continuava a proporre tagli alla sanità per i prossimi tre anni.

E’ solo un esempio. Se ne potrebbero fare molti altri. Occhioni spalancati per l’affermazione elettorale della Lega? Perché quel cattivone di Salvini dice che le porte saranno spalancate per chi scappa dalla guerra, ma chi la guerra la porta da noi avrà un biglietto di sola andata per tornare a casa? Nient’altro che ragionevolezza, condivisa da Nord a Sud molto più dello ius soli. Quante altre Pamela prima che dalle redazioni dei giornaloni qualcuno si renda conto che gli italiani non ne possono più di vivere in trincea a casa propria?

I dinosauri si sono evoluti. Confidiamo che anche gli illustri osservatori ed interpreti della politica italiana, ora che le uova si sono schiuse, trascineranno le loro zampette fuori dalle  polverose redazioni per entrare a contatto con il Paese reale. Cogliendo la voce della società civile.