Una vera leader. Un vero capofamiglia. Indubbiamente è la vera erede di Totò Riina, proprio la figlia Maria Concetta che torna a far parlare di sé. Dopo aver lanciato sul web, la vendita di prodotti a marchio Zu Totò, dopo aver minacciato di denunciare i giornalisti fuori dall’ospedale di Parma dicendo che ha tre figli minori da proteggere, inizia a parlare con i giornalisti e lo fa in perfetto linguaggio mafioso.

L’intervista concessa al programma televisivo Le Iene ha detto che: “Non prendo distanze da mio padre”. E che suo padre ha saputo della strage di Capaci a casa e non ha brindato alla strage come dicono e che suo padre molte cose non le ha fatte era solo un parafulmine… “Tra l’altro durante la latitanza – ha dichiarato – i carabinieri li hanno visti e mai fermati”.

A parte il fatto che il brindisi dopo la strage di Capaci l’avrà fatto con i suoi capi affiliati e non con la famiglia, a parte, se così fosse, la fortuna di non essere stato mai fermato dai carabinieri durante la latitanza, Maria Concetta Riina lancia due messaggi limpidi. “Non prendo le distanze da mio padre”; è un messaggio molto chiaro alla famiglia e agli amici. La famiglia Riina c’è sempre ed è in grado di dirigere ancora gli affari. Messaggio recepito anche dagli avversari che si preparano a ristabilire quei equilibri obbligatori che, dopo la morte del padrino, la mafia impone.

Attenzione i Riina sono tornati! Più chiaro di così…

“Mio padre era un parafulmine”. Questo significa che Maria Concetta è depositaria dei segreti del padre dal quale ha ereditato la capacità di utilizzare la tecnica del dire non dire. È un messaggio allo Stato che ha trattato con lui: la partita con la famiglia Riina non è ancora conclusa. Un uomo d’onore resta in silenzio sui reati commessi ma non si accolla quelli che non ha commesso.

Se Riina ha fatto tutto ciò, cosa molto probabile, per alcuni reati lo ha fatto raggiungendo accordi con lo Stato, magari pagato anche profumatamente. Un tesoro, che adesso, la famiglia godrebbe. Il tentativo maldestro di volerlo fuori dal carcere era il premio per il suo silenzio. Lo scettro della famiglia è passato a Maria Concetta dopo che Salvo Riina è stato pizzicato tra pusher e festini ed ha ammesso le sue colpe. Atteggiamento del tutto inedito da parte di un Riina, condannato per associazione mafiosa: mai ammettere un reato. Riinajr lo ha fatto e, giocoforza, ha gettato del fango sulla memoria paterna.

Ci ha pensato Maria Concetta a tranquillizzare tutti. Lei non rinnega ed è a disposizione. Sa utilizzare i media e i social network a suo piacimento quando le fanno comodo per inviare messaggi a chi di dovere. Più visibilità le daranno e più sarà abile a sfruttare questo mezzo con il suo linguaggio mafioso.