Falcone e Borsellino sono tragedie che nessuno del nostro paese dimenticherà mai, sono state scritte pagine e pagine su questo triste evento, a raccontarla ci hanno provato scrittori, cronisti, articolisti, sceneggiatori e registi, e questo, è stato il turno di Graziano Diana per la sceneggiatura e Stefano Mordini per la regia. Il cast è di quelli “abituati” a raccontare queste tragedie, attori immersi nel dramma dei loro personaggi, eroi che hanno dato la loro vita. Emanuela Loi era un’agente di polizia e oggi, la ricordiamo tutti perché morta nella strage di Via D’Amelio nel 1992 a soli 25 anni, Emanuela detiene un triste primato… è stata la prima donna agente uccisa in servizio.

Nel ruolo di Emanuela Loi c’è una grande Greta Scarano che, con un grande lavoro su sé stessa, è riuscita a emozionare il pubblico fino al suo ultimo “respiro“, gli ascolti ne sono una valida testimonianza; un freddo ma coinvolgente Riccardo Scamarcio detta i tempi nel primo quarto d’ora del film, lasciando presumere, in un primo momento, una possibile rivisitazione della storia in chiave cinematografica, ma non è così, la storia non si tocca e tutto viene riportato come realmente accaduto. Greta Scarano, grazie a una sceneggiatura alquanto austéra, riesce a proporre un personaggio vivo, fragile e genuino, senza badare a inutili dialoghi o scene “ruba minuti”, merito anche di un regista che ha voluto ad ogni costo portare lo spettatore dentro al dramma, un dramma, quello raccontato, che ha ben poco di fantasioso, Emanuela è preda inconsapevole di un destino già segnato.