Due giorni fa, qui in Italia, sono state sciolte ufficialmente le camere dal presidente Mattarella e si è conclusa la 17esima legislatura. Si andrà al voto il 4 marzo e fino a quel momento assisteremo ad una serratissima campagna elettorale che, come al solito, vedrà scontrarsi le diverse fazioni politiche che non si risparmieranno nulla e si combatteranno a colpi di twitter velenosi, battute sarcastiche, scaricabarili e che, con il loro comportamento, non faranno altro che aumentare l’astensionismo degli elettori.

Ma in questo contesto fa molto piacere dare una notizia che da speranza.

In Liberia, paese d’origine, l’ex campione del Milan George Weah ha vinto le elezioni politiche, dopo la terza volta che provava a candidarsi. Manca solo l’ufficialità ma è palese che l’unico pallone d’oro nella storia dell’Africa abbia battuto il suo avversario Joshef Boakai ed è salito in testa con il 61% dei voti contro il 38% di Boakai.

Weah succederà a Ellen Johnson Sirleaf, prima donna Capo di Stato di un paese africano e l’avvicendamento è programmato per il prossimo 22 gennaio.

La presidente uscente aveva sconfitto proprio l’ex giocatore nel ballottaggio del 2005, dopo la sanguinosa guerra civile che c’era stata in Liberia; da quel momento Weah era diventato il leader dell’opposizione. Poi, nel 2011 si presentò come numero due del suo movimento dove perse Winston Tubman sempre contro la Sirleaf.

Attualmente  Weah, premiato come miglior giocatore africano del ventesimo secolo, ricopre il ruolo di senatore per la circoscrizione di Montserrado.

Al primo turno delle presidenziali lo scorso 10 ottobre aveva vinto in 11 delle 15 contee del Paese, compresa appunto anche quella dove ora è senatore, la più popolata, ed era arrivato in testa ottenendo il 38% dei voti, spiazzando così l’avversario Boakai che si era fermato solo al 28 %.

Durante la campagna elettorale l’ex campione milanista ha promesso istruzione gratuita dall’asilo alle superiori per tutti i ragazzi, nonché una forte accelerazione di posti di lavoro.

“Sono certo che George farà del suo meglio per mantenere le promesse fatte alla sua gente” è il commento di Demetrio Albertini, suo compagno negli anni in cui Weah militava nelle file del Milan. “Già al tempo in cui giocavamo insieme, lui faceva tanto per il suo Paese”.

Ora il nuovo presidente dovrà fare i conti con l’eredità lasciata dalla presidentessa uscente Sirleaf che ha vinto il Nobel per la pace per essere riuscita ad ottenere, sotto il proprio mandato, il ritiro della missione di pace dell’Onu dalla Liberia. Tuttavia i suoi ultimi anni di mandato sono stati caratterizzati dalla crisi dell’ebola del 2014 e dalla recessione economica, come dimostra il calo del Pil dell’1,6% registrato nel 2016.

Siamo sicuri che il grande Gerge Weah ce la metterà tutta per essere un grande presidente e gli facciamo i nostri migliori auguri!