Ieri sera si è diffusa la notizia della fuga di Antonio Ledezma dagli arresti domiciliari. Il sindaco di Caracas è arrivato in Colombia e dopo aver superato i controlli migratori è partito per la Spagna.

Semplice fuga oppure un’atto di Coerenza?

Per rispondere, bisogna ricordare che sono passati almeno mille giorni da quel 19 febbraio 2015, giorno nel quale Maduro ha deciso di inviare la Polizia Politica del proprio regime ad arrestare Antonio Ledezma. Le motivazioni ufficiali sono le solite: “associazione a delinquere” e “cospirazione”, accuse senza senso che servono soltanto a nascondere la vera intenzione del regime venezuelano: Silenziare la dissidenza. Fino a quel momento, nonostante i continui attacchi e tentativi di delegittimazione, Ledezma era il sindaco di Caracas e continuava a raggiungere molti consensi.

Tolleranza Zero.

L’intolleranza nei suoi confronti è aumentata quando ha deciso di rivolgersi al popolo in un messaggio diffuso sui social nel quale ha denunciato l’illegittimità della costituente promossa da Maduro e allo stesso tempo, ha rivelato degli incontri e patti segreti tra alcuni membri dell’opposizione e lo stesso regime. Lo scopo era quello di evitare il tradimento della classe dirigente ai danni del popolo venezuelano che si era sacrificato nelle strade ed esortare l’opposizione a riprendere con coerenza la strada della libertà.

Negli autoritarismi però, il prezzo della libertà è sempre alto, soprattutto quando altri politici fanno prima ad inginocchiarsi. Il 1 agosto all’una del mattino Ledezma e Leopoldo Lopez sono stati prelevati dalle rispettive residenze e rispediti in carcere, una settimana dopo sono stati riportati a casa. Ledezma ha continuato a rivolgersi al popolo attraverso alcune carte. I suoi appelli, inascoltati selettivamente da una classe politica ripiegata in sé stessa, continueranno ad accendere la speranza nel popolo venezuelano.

L’arrivo in Colombia

Appena arrivato in Colombia, circondato dalle telecamere e dai microfoni, Ledezma ha dimostrato di essere sempre sé stesso. Con molta serenità ha affermato di mantenersi in piedi fino a raggiungere la libertà del proprio paese ribadendo inoltre che “i venezuelani, ovunque siano, hanno molto da fare per il proprio paese”. Diventerà Ledezma un punto di riferimento per la diaspora venezuelana?

C’è chi dice “fuga” ma io direi autoliberazione e non sappiamo com’è avvenuta (lui avrà il tempo di raccontarcelo) ma possiamo dire che tale atto si traduce in una dimostrazione di coerenza da parte di chi non intende farsi calpestare dal regime di Maduro e i suoi collaboratori. Con una lunga carriera alle spalle, Ledezma ha capito che piuttosto del mito di un’eroe immolato, il Venezuela ha bisogno di uomini e donne che diffondano i valori democratici in un campo dove tutti i cittadini possono giocare: quello delle idee.

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Estefano Soler Tamburrini, nato il 25.08.92. Ex dirigente studentesco nel ‘Movimiento Estudiantil’, Venezuela.(2014-2015)
Studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali all’Università di Bologna (2016 – oggi)