Prima di leggere il seguente articolo, per poter avere una maggior comprensione, vi invito a leggere la Prima e la Seconda Parte.

In questa società relativista, se si volesse andare veramente controcorrente, “basterebbe” alzarsi dallo stato social-vegetativo e dire con franchezza la Verità, e tutto ciò che è Naturale, evidente e logico. “Basterebbe” smettere di chiamare “Civiltà” comportamenti che hanno tutto fuorché ciò che è civile; “basterebbe” smettere di chiamare “Diritto” tutto ciò che contribuisce a negarlo a coloro che semplicemente non hanno la possibilità di esprimersi, e quindi, considerati inesistenti; “basterebbe” smettere di chiamare “Libertà” il limitarsi a seguire semplici e sciocche bramosie e criticare tutti coloro che hanno deciso di vivere in modo virtuoso. “Basterebbe smettere di essere ipocriti, smettere di aver paura, smettere di pensare che sarebbe tutto inutile.

Sì, se ti alzassi in Nome del Diritto alla Vita, del Diritto dei i VERI oppressi e del Diritto di poter dire la Verità, in un istante ti troveresti circondato dal mondo intero e venir accusato da esso, in tutta la sua aggressività, dei peggiori crimini contro la “modernità”, cosa tristemente considerata ben più sacra della vita umana.
Saresti trattato come un essere immondo, come qualcuno che non merita altro che il disprezzo, tutto pur di scongiurare ogni forma di opposizione a questo regime, sì, democratico per quanto riguarda le istituzioni, ma non di certo per lo spirito.

Tocqueville ben scrisse in “La Democrazia in America”:

«Sotto il governo assoluto di uno solo, il dispotismo per arrivare all’anima colpiva grossolanamente il corpo; nelle repubbliche democratiche la tirannide non procede affatto in questo modo: essa trascura il corpo e va diritta all’anima. Il padrone non dice più tu penserai come me o morirai; dice: sei libero di non pensare come me; la tua vita, i tuoi beni, tutto ti resta; ma da questo giorno tu sei uno straniero tra noi. Conserverai i tuoi privilegi di cittadinanza, ma essi diverranno inutili, poiché se tu ambisci l’elezione da parte dei tuoi concittadini, essi non te l’accorderanno e se chiederai solo la loro stima, essi fingeranno anche di rifiutartela. Resterai tra gli uomini, ma perderai i tuoi diritti all’umanità.».

Ma non esiste arma più forte dell’Evidenza della Verità: se usata con perseveranza e determinazione, essa, come dimostrarono grandi uomini quali Gandhi, Martin Luther King Jr e Gesù di Nazareth, può mettere in ginocchio grandi imperi, il più forte dei Governi e persino l’intera umanità; poiché essa, la Verità, è l’unica arma capace di vincere lo spirito di qualsiasi uomo al mondo.

La loro maggioranza è solo un qualcosa di virtuale, creata a tavolino, ma percepita come se fosse unanime a causa delle informazioni che vengono ripetute ed espresse in modo tanto ridondante quanto snob, così da far sentire ignorante, surclassato e persino crudele, chiunque non la pensi come loro. Per questo, la vera maggioranza, quella che crede ancora nell’esistenza di una Giustizia e di una Morale che trascendono le semplici bramosie individuali, finisce: in parte per conformarsi, ma nei più dei casi, si chiuderanno in uno stato di omertà delle proprie coscienze, disinteressandosi di politica e del bene della società e focalizzandosi solo su sé stessi, perché riconoscono che solo apparentemente vi è libertà di espressione. Conclusione? La Voce della vera maggioranza finirà col dissolversi, e i suoi individui finiranno a vivere con l’unica ambizione di portare a compimento il proprio ciclo vitale: Nascere, crescere, nutrirsi (traducibile col: trovare un impiego stipendiato), riprodursi (cosa che nell’occidente sembra andar sempre meno di “moda”) e morire.

Quando decideremo di uscire da questo vero e proprio conformismo e avremo dato alle nostre esistenze e alla nostra voce ed opinione quel valore che va ben oltre la marca dei nostri vestiti, il lavoro che svolgiamo, il numero di donne o di uomini che seduciamo, le foto e i video che condividiamo sui social; quando smetteremo di dire: “tanto è inutile!”, “saremo solo noi!”, “a nessuno importerà!”; e quando avremo deciso di non scendere più a compromessi, allora, e solo allora, potremmo definirci fuori da quella scatola che ci etichetta come una merce, anziché come quegli Uomini e quelle Donne di Valore che veramente siamo.

Sì, magari all’inizio potresti sembrare solo contro il mondo, potresti sembrare insignificante, ma ricordati: anche il più grande e fruttuoso degli alberi in principio era un piccolo e “insignificante” seme. Ma l’importante è che questo seme venga piantato e, con perseveranza e diligenza, innaffiato e curato, e solo così tutti potranno vedere e non più negare il Valore nostro e della Verità… perché sicuramente tutti lo vedranno!

Vale più la fine di una cosa, che il suo principio.

Alzati, esci fuori dalla scatola e lotta fino a quando non avrai Vinto!

Fine.