L’Expo del 2015 è stata una grande vetrina mondiale per tutta l’Italia, in particolar modo per la città che la ospitò, ovvero Milano. L’esposizione universale ha portato nel capoluogo lombardo ben 21 milioni di persone da tutto il mondo, dando alla città grande risonanza e visibilità a livello globale. Già durante lo svolgimento della manifestazione però, in molti si chiedevano che cosa ne sarebbe stato della grande area che ospitò Expo dopo la fine dell’evento, e dopo due anni ecco finalmente la risposta definitiva.

Parco della scienza, del sapere e dell’innovazione del Paese. Ecco il nome del polo scientifico-tecnologico che sorgerà nell’ex area Expo. Il Parco è destinato a diventare un autentico quartiere cittadino con tanto di uffici e residenze e con funzionalità all’avanguardia che strizzano l’occhio al futuro. Il masterplan del progetto è stato presentato martedì e protagoniste del nuovo Parco saranno tre infrastrutture principali: lo Human Technopole, il campus delle facoltà scientifiche dell’Università Statale e l’ospedale Galeazzi. Il tecnopolo sarà un centro di ricerca all’avanguardia composto da cinque edifici, quattro strutture scientifiche di supporto e ospiterà 1 500 ricercatori al giorno, divisi in sette centri di ricerca. In questo progetto il governo ha stanziato un finanziamento di un miliardo e mezzo di euro in dieci anni.

Si stima che il polo di ricerca sarà operativo entro il 2024. Il trasferimento del campus della Statale costerà tra i 350 e i 380 milioni di euro mentre l’ospedale Galeazzi dovrebbe essere pronto in tre anni. Il nuovo quartiere dell’ex area Expo sarà un Parco nel vero senso della parola: verranno piantati 3000 alberi oltre a quelli già presenti per un totale di più di 200 mila metri di quadrati di verde, ci saranno inoltre 4 000 metri quadrati di specchi d’acqua e ben 4 chilometri di piste ciclabili. Il Cardo e il Decumano, i viali principali di Expo, diventeranno due grandi strade alberate. “È una città verde -afferma il paesaggista Andrea Kipar- un parco da vivere 24 ore su 24”. Alcune strutture di Expo come Palazzo Italia e l’Albero della Vita continueranno ad esserci. “È un modello da mostrare al mondo” commenta entusiasta il governatore della Regione Lomabardia, Roberto Maroni. “Usciamo da questa sindrome dello sconfitto sull’Ema. Questo progetto è di più” esclama il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina. Già, dopo l’incredibile sconfitta subita da Milano nell’assegnazione dell’Ema possiamo dire che il capoluogo lombardo si è preso la sua meritata rivincita. Ma non è tutto. Ecco la ciliegina sulla torta: il nuovo quartiere di Milano sarà all’avanguardia a livello mondiale anche per quanto riguarda i trasporti, infatti sulle strade circoleranno esclusivamente veicoli a guida autonoma. “Le vetture a guida autonoma hanno iniziato a comparire sulle strade delle maggiori metropoli del mondo. Credo che anche Milano debba giocare questa partita. Iniziare a portare la self-driving car significherà andare a pensare nuovi stili di vita” ha commentato l’architetto Carlo Ratti, progettista del masterplan.

Arexpo, la società a partecipazione pubblica proprietaria dei terreni, ha indetto un bando per la realizzazione del masterplan. L’appalto è stato vinto dallo studio di design e innovazione Carlo Ratti Associati e il gruppo australiano di real estate Lendlease. Costo degli investimenti stimati per l’attuazione del progetto: 2 miliardi di euro. Per il trasferimento del campus della Statale è tutto pronto, manca solo il sì del consiglio di amministrazione mentre le opere private partiranno in autunno. Dopo la cocente delusione dell’Ema, Milano si prende la sua rivincita. L’ex area Expo diventerà un centro all’avanguardia della ricerca e dei trasporti, il tutto all’insegna del verde e del rispetto per l’ambiente. Un orgoglio per Milano e per l’Italia intera da mostrare a tutto il mondo.